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"Esecuzione penale esterna e rientro in formazione degli adulti", di Silvestro Tucciarone PDF Stampa
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tgpadova.it, 6 marzo 2020


"Avvicinare al tema quanti non sanno della presenza, nel territorio, del centro provinciale per l'istruzione degli adulti (Cpia) e dell'esecuzione penale esterna", ma anche e soprattutto dei risultati sul piano del reinserimento attraverso la scolarizzazione derivanti dalle iniziative messe in campo dalle due realtà. Silvestro Tucciarone, pedagogista ed insegnante di italiano negli istituti di prevenzione e pena di Padova, sintetizza così lo scopo del libro "Esecuzione penale esterna e rientro in formazione degli adulti" (Edizioni Progetto).

Il volume, curato da Tucciarone con i contributi di Susanna Cristofanello e Francesco Lazzarini, analizza la complessa realtà, alla luce di protocolli e intese tra realtà diverse, che permette alle persone soggette a misure alternative al carcere di accedere a corsi scolastici per adulti. Questo, nel padovano, è stato possibile grazie a un accordo di collaborazione tra il Cpia di Padova e l'Ufficio per l'Esecuzione Penale Esterna (Uepe) di Padova e Rovigo e a distanza di un anno dall'inserimento si è concluso con successo il percorso scolastico, presso il Cpia di Padova, del primo utente Uepe. Un corsista in affidamento in prova ha conseguito il diploma di licenza media nella sessione di febbraio. "Si trattava - spiega Tucciarone - di rendere operative le indicazioni contenute in precedenti protocolli del ministero della Giustizia e del ministero dell'Istruzione che prevedevano eguali opportunità di accesso agli studi, in qualsiasi periodo dell'anno, sia ai detenuti in carcere che a detenuti domiciliari e a persone nelle misure alternative".

Il Cpia di Padova si è impegnato nel rendere concreti e operativi questi accordi partire da febbraio 2019. Persone segnalate dall'Ufficio Esecuzione Penale Esterna si trovano inseriti in corsi serali e corsi per adulti di tutta la provincia. A questo risultato, unico in Regione e probabilmente in tutto il Paese, si è giunti attraverso la stretta collaborazione delle due istituzioni.

Ex detenuti o persone con misure diverse dalla detenzione - sottolinea - hanno ora la possibilità "di iniziare, riprendere e completare gli studi, di migliorare o imparare la lingua italiana e così facendo spendere in modo proficuo e risocializzante il loro tempo che, se vuoto, renderebbe nulli i vantaggi della non carcerazione". "L'inserimento di questi utenti - conclude Tucciarone - inizialmente sembrava porre serie questioni di sicurezza come di privacy ma, dopo le prime legittime perplessità degli insegnanti, i risultati raccontano di persone eccezionali che sanno riprendersi, sperare e lottare per una vita migliore a partire dalla consapevolezza dei reati commessi".

 

 

 

 

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