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Milano. Positivo un altro magistrato a Palazzo di Giustizia: chiusa l'intera Procura Generale PDF Stampa
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di Luigi Ferrarella

 

Corriere della Sera, 5 marzo 2020

 

Un sostituto procuratore è risultato positivo al test del coronavirus nella notte. Il terzo piano bloccato a qualsiasi ingresso. Scattate le operazioni di sanificazione degli uffici.

Terzo magistrato contagiato a Milano dal coronavirus: l'intera Procura Generale, al terzo piano del Palazzo di Giustizia, è in questo momento bloccata a qualunque ingresso dopo che nella notte un sostituto procuratore generale è risultato positivo al test ed ha dovuto essere soccorso per una crisi respiratoria: ora si troverebbe ricoverato in isolamento al Policlinico. I tecnici della Ats hanno subito iniziato le operazioni di sanificazione in tutta l'area interessata, mentre altri esperti stanno verificando con i dirigenti dell'ufficio, l'elenco delle persone che hanno avuto contatti con il magistrato.

Il tipo di lavoro che fa questo sostituto procuratore è tale però da avergli fatto avere moltissimi contati sia con colleghi sia con avvocati. Anche per questo, ad esempio, al primo piano un'aula di Corte Appello è stata appena chiusa perché lì si era tenuta un'udienza nella quale molte persone si erano trovate a contatto con il magistrato. Nelle prossime ore i vertici di Palazzo di Giustizia decideranno quali provvedimenti adottare per gli ingressi o meno nell'intero complesso di Porta Vittoria.

Intanto sono in fase di miglioramento le condizioni di salute degli altri due magistrati risultati positivi lunedì sera al virus: entrambi si trovano ricoverati all'ospedale Sacco. A mercoledì sera erano già più di 40 le persone che si sono messe o sono state messe in "quarantena" a casa per prudenza. Ora, dopo il nuovo contagio, il numero è destinato a aumentare.

Il livello di allerta è stato ribadito dall'assessore al Welfare delle Regione Lombardia, Giulio Gallera: "La situazione del contagio da coronavirus in Lombardia è in costante crescita" ha detto, sottolineando "il grande sforzo per evitare la diffusione del contagio. E dunque, a parte il procedimento è importante che rispettino uno stile di vita prudente (con poche uscite, distanza di sicurezza) non solo "per gli over 65 ma per un periodo per tutti".

E ha poi ricordato gli ultimi dati del contagio: "Basti pensare che il 28 di febbraio avevamo 52 persone in terapia intensiva", mentre mercoledì "ne avevamo 209 e sono passati 6-7 giorni. Questo per dire la velocità della diffusione del virus. Non abbiamo indicatori che dicano da qui ai prossimi 2-3 giorni ci sarà un rallentamento - ha ribadito Gallera - Dobbiamo modificare i nostri stili di vita, si possono fare provvedimenti come la chiusura delle scuole, dei teatri e dei cinema ma questo serve per dare la dimensione che dobbiamo rallentare la nostra vita sociale. Dirlo da milanese è particolarmente duro e difficile, ma è così.

O noi per le prossime due-tre settimane riusciremo a rendere rarefatte le nostre uscite e la nostra vita sociale oppure noi non ridurremo il contagio e prima o poi qualunque sistema sanitario regionale anche uno dei più strutturati come quello in Lombardia e Veneto non sarà in grado di reggere".

 

 

 

 

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