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Bari. "Emergenza sanità" in carcere, la denuncia dell'Associazione Marco Pannella PDF Stampa
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noinotizie.it, 3 marzo 2020


È stata annullata la riunione per la firma di un protocollo tra le parti (Asl bari, Policlinico e Casa circondariale di Bari) che era stata convocata per il 26 febbraio scorso e che da un anno non si riesce a tenere. La sua convocazione era necessaria e indispensabile per il promesso trasferimento del cosiddetto "Gabbione", il padiglione per il ricovero dei pazienti detenuti, dal Policlinico ad altra struttura in seno alla Asl.

L'associazione Marco Pannella ne aveva rendicontato in seguito alla visita effettuata presso il carcere di Bari con il Consigliere regionale Francesca Franzoso il 15 febbraio, promettendo di seguire la vicenda. E puntualmente la riunione è saltata. Come segnalato anche in precedenti visite, che l'Associazione regolarmente effettua presso gli istituti penitenziari, su Bari, nonostante l'eccellenza del Direttore, vi è un forte problema di incomunicabilità tra il carcere, la cui direzione costantemente segnala richieste e necessità, e la Asl e il Policlinico. Questi due essendo due enti differenti tra loro, si rimpallano la responsabilità sui detenuti che necessitano di cure sostanzialmente rimpallandosele.

Al momento il cosiddetto Gabbione, un reparto per detenuti ricoverati, è ubicato presso il Policlinico, che però dice non essere di sua competenza. Parliamo di dieci posti letto, su un fabbisogno notevolmente più ingente, con responsabile solo un infermiere e nessun medico, e la totale incapacità di gestire i detenuti ricoverati.

La sua esiguità poi fa sì che gli altri malati siano in corsia insieme degenti comuni. Ma piantonati, quindi con altri agenti tolti dall'organico del penitenziario. La situazione è stata denunciata anche dai sindacati di polizia penitenziaria, anche a seguito di tentativi di fuga dal gabbione con conseguenti danni fisici causati dai detenuti.

Da mesi dopo la richiesta dell'amministrazione penitenziaria, la Asl aveva promesso di prendersi in carico il servizio trasferendo il cosiddetto gabbione presso il San Paolo, scelta ufficializzata anche con una delibera di già dello scorso luglio. Ma difronte alle continue richieste da parte dell'amministrazione penitenziaria, visto lo stato di emergenza, di conoscere il cronoprogramma dello spostamento, la Asl ha prima provato a ritrattare, salvo poi, solo in seguito all'attenzione del Procuratore Generale, promettere, ancora una volta, che la presa in carico avverrà entro 14 mesi. A tale riguardo il 26 febbraio doveva essere firmato un protocollo tra le parti, ma la riunione è stata nuovamente rinviata. Eppure l'emergenza non è più rinviabile.

Inoltre da anni il carcere ha fatto richiesta di un nuovo macchinario di radiologia a distanza che dimezzerebbe le uscite dei detenuti, e quindi le spese e il personale fuori sede, ma non riesce ad averlo. Chissà se ce la faremo prima delle elezioni di maggio. Come non è ancora arrivata nessuna delle strumentazioni coperte dai 300 mila euro ad hoc che il consigliere Franzoso aveva fatto mettere a bilancio 2019.

Emendamento ricordiamo appunto di 300 mila euro per dotazione sanitaria nelle carceri di Bari e Taranto che nacque proprio da una richiesta che ci venne espressamente rivolta durante una precedente visita. A questo infatti servono le visite, costanti e frequenti, che l'Associazione Pannella fa in carcere, non passerelle. Per questo ci spiace che ad esempio per la visita presso il carcere di Taranto ancora una volta ci sia stato negato il permesso, questa volta con la motivazione del coronavirus. A tale riguardo chiediamo alle Asl competenti di relazionare in merito alla situazione nelle carceri, diversamente non si capirebbe il diniego alla richiesta.

Mentre sempre proficuo e fruttuoso è stato il rapporto instaurato negli anni con la direzione del carcere di Bari e in particolare con la dottoressa Pirè e il dottor Bonvino. Tra l'altro le nostre visite si rendono ancora più necessarie dal momento che invece il Garante in carica da 7 anni nominato dalla Regione Puglia, presidente di Confcooperative, oltre a convegni, contratti e protocolli, è totalmente carente proprio nel ruolo che gli spetta, ovvero garantire i diritti dei detenuti che nelle carceri pugliesi non sono garantiti affatto.

Del resto pure la relazione annuale che dovrebbe consegnare è ferma al 2017. Per tale ragione a seguire pubblichiamo gli ultimi dati aggiornati a gennaio 2020 delle presenze negli istituti penitenziari pugliesi. Numeri che chi come l'Associazione Pannella visita regolarmente gli istituti sa bene, sono solo il più sterile del grande dramma umano che la comunità penitenziaria vive nella totale indifferenza, se non quando peggio propaganda, della comunità circostante".

 

 

 

 

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