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Torino. Scuole e carceri adottano uno scrittore PDF Stampa
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di Paolo Foschini


Corriere della Sera, 3 marzo 2020

 

Torna "Adotta uno scrittore" in venti tra scuole e università più dodici carceri italiane. L'iniziativa del Salone di Torino compie 18 anni e ha superato gli 11mila studenti coinvolti. La parola adottare viene da "optare", scegliere. Preceduta da A "ad", la particella della vicinanza. Scegliere per sé. È una parola che accostiamo per abitudine all'idea di famiglia, genitori e figli, affetti.

Ma il concetto che ci sta dietro è sempre quello di preferenza, elezione di "uno tra gli altri", con tutta la concretezza di impegno che ne segue: come quando per tradurre in pratica un proposito scelto fra tanti si dice che si "adotta un provvedimento".

Così è sempre più significativo, perché si tratta ogni volta di una riaffermazione di volontà, il ritorno di "Adotta uno scrittore" giunto quest'anno alla diciottesima edizione. Proposta dal Salone internazionale del libro, in calendario a Torino dal 14 al 18 maggio 2020, l'iniziativa è di fatto già entrata nel vivo con i consueti tre mesi di anticipo, rivolta come sempre a scuole e detenuti ma non solo: nei suoi primi diciassette anni di vita ha coinvolto fra tutto 11.521 studenti di 369 classi, 12 case di reclusione, un ospedale, una università, oltre a 365 autori.

Quest'anno saranno 35, da Gherardo Colombo a Marco Malvaldi, da Paolo Nori a Mauro Covacich, da Luca Doninelli a Zita Dazzi, da Paola Caddi a Elisa Mazzoli... Sempre con lo stesso meccanismo: ogni classe sceglie uno scrittore o una scrittrice, li incontra più volte, ne legge libri, li commenta, in un percorso che conduce a un arricchimento per tutti, lettori ma anche autrici e autori. 11 tutto con il sostegno della Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte in collaborazione con la Fondazione Con il Sud.

A ulteriore supporto del libro e della lettura, negli anni Acri Piemonte ha permesso l'ingresso gratuito al Salone a oltre 11mila studenti e studentesse piemontesi. Quest'anno le scuole coinvolte sono dieci superiori, quattro medie, quattro elementari, due università, di nuovo dodici scuole carcerarie: il numero più alto per una singola edizione.

E il progetto oltre al Piemonte si è esteso a Veneto, Campania, Sicilia, Basilicata, Puglia, Calabria e Sardegna, con istituti anche molto lontani come il "Rita Levi Montalcini" di Salerno e il "Galileo Galilei" di Acireale, mentre le scuole carcerarie interessate sono quelle di Torino, Saluzzo, Alessandria, Asti, Verona, Paola (Cosenza), Lecce, Palermo, Sassari, Potenza e Pozzuoli (Napoli). Sono situazioni queste ultime in cui proprio gli scrittori e la lettura riescono a creare momenti di condivisione costruttiva tra mondi - quelli di studenti e carcerati - che difficilmente si incontrerebbero con una mediazione altrettanto alta: eppure capace di abbattere, dal basso, steccati non semplici da superare per altre vie.

"Non esistono bellezza, democrazia, coscienza civile e sociale senza cultura. Per questo è importante e necessario - afferma il presidente di Acri Piemonte, Giovanni Quaglia - disseminare e sostenere sul territorio, in particolare nelle periferie più esposte alle fragilità, tutte quelle iniziative che portano conoscenza e dialogo, veri collanti delle comunità. Il progetto "Adotta uno scrittore", divenuto ormai maggiorenne grazie all'impegno e alla sinergia delle Fondazioni di origine bancaria, offre un prezioso contributo in questa direzione".

"Adotta uno Scrittore è uno dei progetti culturali di cui il Salone Internazionale del Libro di Torino - aggiunge il direttore Nicola Lagioia - va più orgoglioso: scuola e istruzione sono, o dovrebbero essere, prioritari per qualunque Paese che voglia darsi un futuro. Qui abbiamo scrittori e studenti impegnati in un percorso a più tappe, in diverse regioni d'Italia: un progetto di respiro nazionale che anno dopo anno cresce e si rafforza".

Quanto alla relazione fra i concetti di adozione e di famiglia, del resto, l'obiettivo dell'iniziativa è proprio quello di "rendere la lettura un gesto familiare e quotidiano, chiamando in causa chi ha fatto della scrittura il proprio mestiere". Incontrarne uno per leggerne cento, è la filosofia: il progetto "mette nelle mani di ciascun ragazzo il libro dell'autore, da cui si parte per parlare di altri libri: quelli amati dai ragazzi e quelli amati dagli scrittori adottati".

Ma se il denominatore comune è l'attività di leggere lo strumento per arrivarci è quello dell'incontro. E quindi, in ultima analisi, del conoscersi e affidarsi gli uni agli altri: gli autori non vengono adottati da una scuola ma da una classe, attraverso tre appuntamenti distanziati di poche settimane e con una possibilità di dialogo che ha le dimensioni di un'aula e non di un auditorium. E agli scrittori viene lasciata completa libertà d'azione e di decisione su come sfruttare il tempo a loro disposizione: ecco perché ogni adozione è diversa dall'altra. Anche l'esperienza di quest'anno confluirà in un video-racconto finale. Per conoscere tutte le adozioni bookblog.salonelibro.it.

 

 

 

 

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