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Trento. I detenuti di Spini a lezione di Costituzione e immigrazione PDF Stampa
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giornaletrentino.it, 29 febbraio 2020


"Dietro ad ogni diritto affermato nella Costituzione c'è una situazione orribile che in futuro si vorrebbe prevenire" ha sottolineato ieri Andrea Pugiotto, docente di Diritto Costituzionale a Ferrara, portando ad esempio Auschwitz o lo sgancio delle bombe atomiche sul Giappone nel 1945.

Parole forti, ma ricche di significato, pronunciate davanti ad un pubblico particolare, visto che il seminario in questione, "Principi costituzionali, migrazione e tutela dei diritti", si è svolto nel carcere di Spini. Davanti ad un pubblico composto anche dai detenuti hanno quindi preso la parola diversi esperti del settore, che hanno detto la loro riguardo ad un tema sempre attuale come la Costituzione italiana ed i diritti dei cittadini italiani e non.

Questo seminario arriva al termine di un percorso, nato grazie alla collaborazione tra la facoltà di giurisprudenza di Trento e l'associazione provinciale per l'aiuto sociale (Apas), "Oltre i confini", che ha permesso a due classi di studenti della casa circondariale di confrontarsi con temi molto rilevanti, per contribuire al reinserimento sociale attraverso la conoscenza e la cultura. Rispetto alla prima edizione dell'iniziativa, nel 2017, in questa seconda si è deciso di raddoppiare i corsi, non parlando solo di Costituzione, ma anche dell'immigrazione.

Una decisione che appare più che logica considerando che quasi il 72% dei detenuti di Spini sono stranieri. Nel corso del suo intervento "La tutela dei diritti dei detenuti stranieri", la garante dei diritti dei detenuti per la Provincia, Antonia Menghini, ha spiegato come le difficoltà linguistiche, economiche e familiari diventino un problema quando si tratta di accedere a misure cautelari alternative, alla difesa giuridica oppure alla semplice imparzialità di trattamento.

A chiudere il seminario, la giudice della Corte costituzionale Daria De Pretis che, riguardo alla Costituzione ed alle sue applicazioni, ha ricordato come: "il testo spiega modi e limiti con cui il popolo esercita il potere. Ma quello che la maggioranza della popolazione vuole non sempre è compatibile con alcuni diritti non negoziabili ed inviolabili, enunciati proprio nella Carta".

 

 

 

 

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