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Bergamo. In carcere arrivano i cani per abbassare lo stress PDF Stampa
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di Antonella Barone


gnewsonline.it, 29 febbraio 2020

 

Pisa, Velletri, Livorno, Padova, Milano San Vittore, Bollate: sono solo alcuni degli Istituti penitenziari in cui ormai da anni si praticano 'interventi assistiti con animali' (IAA), una co-terapia integrativa degli approcci standard nel percorso riabilitativo dei detenuti. Dal 2008 cani e altri animali da compagnia hanno iniziato a essere coinvolti in progetti trattamentali strutturati all'interno degli istituti penitenziari, in seguito alla promulgazione dell'Accordo tra Stato e Regioni sulle linee guida nazionali per gli IAA.

In molti casi gli interventi sono destinati non solo ai detenuti ma anche alle famiglie e, in particolare, ai figli minori, come nel caso di un progetto di sostegno alla genitorialità di Telefono Azzurro, grazie al quale dal 2018 in alcuni istituti toscani è consentito ai bambini di visitare i propri genitori detenuti alla presenza di un cane. A breve anche la casa circondariale di Bergamo avvierà un progetto di ricerca IAA con l'obiettivo di aumentare la socialità dei detenuti portatori di disagio psicologico e con difficoltà di adattamento all'interno dell'istituto di pena.

I detenuti partecipanti saranno individuati dall'equipe di osservazione e trattamento della casa circondariale e sottoposti ad alcuni test di ammissione alla sperimentazione. Il progetto coinvolgerà 18 detenuti, quattro coadiutori e quattro cani. In tutto 14 incontri, uno a settimana, della durata di un'ora circa. Obiettivi del progetto: favorire un migliore adattamento al carcere, gestire la propria emotività, abbassare i livelli di ansia e di stress.

 

 

 

 

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