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Dubbia la confisca facoltativa dopo la prescrizione PDF Stampa
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di Patrizia Maciocchi


Il Sole 24 Ore, 28 febbraio 2020

 

Corte di cassazione - Sezione V penale - Ordinanza 27 febbraio 2020 n. 7881. Saranno le Sezioni unite a stabilire se sia legittima o meno la confisca facoltativa diretta del profitto del reato, in caso di una di una pronuncia di prescrizione che arriva dopo una condanna in primo grado.

La Sezione remittente (ordinanza 7881) chiede quindi alle Sezioni unite di chiarire se la confisca facoltativa presupponga o meno un giudicato formale di condanna o, sia sufficiente un completo accertamento da parte del giudice di merito del profilo soggettivo e oggettivo del reato di riferimento, "verifica" che può essere ribadita anche in una sentenza di proscioglimento per prescrizione.

Quesiti che prendono le mosse dal ricorso contro la sentenza della Corte d'Assise d'appello che, come giudice del rinvio, aveva confermato la confisca decisa in primo grado, in base all'articolo 240, comma 1 del Codice penale, sui beni dell'imputato, circa 14 milioni di euro, considerati profitto della partecipazione ad una associazione a delinquere. La stessa corte, che aveva dichiarato prescritto il reato, aveva confermato la sentenza relativamente alla confisca.

La Cassazione, decidendo sul ricorso della difesa, aveva annullato la confisca, rinviando per un nuovo giudizio. In particolare la Suprema corte chiedeva di chiarire se l'ablazione dei beni fosse stata adottata in base al primo comma dell'articolo 240 o del secondo. E dunque se si trattasse di confisca facoltativa su beni che sono il prodotto o il profitto del reato o di confisca obbligatoria basata sul prezzo. Spiegazione utile vista la notevole differenza dei presupposti applicativi.

Il giudice del rinvio ha confermato la confisca facoltativa del profitto del reato di associazione a delinquere. Scelta fatta malgrado il comma 1 dell'articolo 240 sembri condizionare la misura facoltativa ad una condanna. La Corte d'assise d'appello ha esteso al caso esaminato i principi affermati dalle Sezioni unite con la sentenza Lucci (31617/2015), che ha aperto alla confisca obbligatoria del prezzo e alla confisca diretta (articolo 322-ter del Codice penale) del prezzo o del profitto, anche in caso di prescrizione, purché ci sia stata una precedente condanna e a condizione che l'accertamento del reato, la penale responsabilità dell'imputato e la qualificazione del bene come prezzo o profitto, restino inalterati nel merito nei successivi gradi di giudizio. E questo considerando sostanzialmente identica la funzione delle due misure di sicurezza. Una lettura "special preventiva", della scelta generalizzata di sterilizzazione del profitto del reato, basata sul presupposto che può essere utilizzato per crimini futuri.

La conclusione è messa fortemente in dubbio dalla sezione remittente, che chiede di dare un peso al valore specifico e differenziale della disciplina sulla confisca facoltativa e diretta del profitto del reato. La Sentenza Lucci, fa notare la sezione remittente, ha a sua volta applicato in maniera "estensiva" la giurisprudenza Cedu sul caso Varvara in tema di confisca obbligatoria, di natura sanzionatoria, del prezzo del reato, per lottizzazione abusiva, prescindendo dalla formula conclusiva del processo ma legandola all'accertamento della responsabilità.

I giudici con la sentenza Lucci hanno concluso che ciò che vale per il caso più grave, non può non valere per il meno grave. Ma applicare gli stessi criteri alla vicenda esaminata comporterebbe un terzo passaggio estensivo su materie per nulla omogenee, se non altro per essere una confisca facoltativa e l'altra obbligatoria. Una "forzatura" ostacolata dal principio di legalità tutelato dalla Carta.

Per finire i giudici ricordano i due recenti interventi normativi Dlgs 21/2018 e legge 3/2019. Sull'attuazione del principio della riserva di codice penale e la cosiddetta Spazza-corrotti, che hanno portato a formulare l'articolo 578-bis del Codice di rito penale, che disciplina l'obbligo per il giudice dell'impugnazione che dichiari il reato estinto per prescrizione, o per amnistia, di decidere ai soli effetti della confisca, dopo l'accertamento della responsabilità dell'imputato. Ipotesi che però non vale per ogni tipo di confisca ma solo per i casi di confisca obbligatoria specificamente enunciati.

 

 

 

 

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