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Padova. In carcere colloqui via Skype, ridotti i permessi d'uscita PDF Stampa
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di Serena De Salvador

 

Il Gazzettino, 28 febbraio 2020

 

Limitare i contatti con la comunità esterna, sostituire i colloqui fisici con quelli telematici e telefonici, sospendere i permessi e l'attività delle unità cinofile. Sono i provvedimenti che il carcere Due Palazzi e tutti quelli limitrofi alle zone con focolai di Coronavirus da ieri devono adottare per ridurre il più possibile il rischio di contagio all'interno dei penitenziari.

Martedì l'Amministrazione penitenziaria aveva già diramato alcune misure di gestione e prevenzione che ieri sono state ulteriormente inasprite in seguito al vertice con i provveditori di dieci regioni. Fra queste è incluso il Veneto e Padova in particolare, data la vicinanza con il comune di Vo' e l'affluenza pressoché quotidiana di detenuti provenienti da tutto il territorio, oltre a quella di decine di operatori, volontari, figure legali e visitatori provenienti dall'esterno.

Il provvedimento richiede agli istituti penitenziari di adottare una serie di misure cautelative per garantire l'impermeabilità sanitaria di operatori e detenuti. Fondamentale sarà partire da una corretta informazione verso i carcerati, che dovranno essere consapevoli di tutte le accortezze da imporre temporaneamente per avere la più ampia collaborazione possibile.

Tra le misure da adottare vi è la sospensione delle attività che prevedono l'ingresso in carcere di persone provenienti dall'esterno, come pure i colloqui di persona che verranno momentaneamente rimpiazzati da quelli via Skype o telefono. Per questi il carcere autorizzerà una durata superiore rispetto alla norma, mentre i soli avvocati difensori dei detenuti potranno incontrarli di persona ma indossando gli idonei dispositivi di protezione, mascherine in primis.

Anche il lavoro subirà delle modifiche, tanto quello all'esterno quanto all'interno delle strutture, nel caso preveda il contatto con persone estranee all'ambiente carcerario. Per quanto riguarda permessi premio e uscite per la semilibertà saranno le singole carceri a dover prendere contatto con le procure perché sia valutata caso per caso l'eventuale necessità di bloccarle.

L'Amministrazione penitenziaria ha anche disposto la sospensione fino a nuovo ordine di tutte le attività delle unità cinofile, ritenute più a rischio di contagio specie per i controlli obbligatori su chi entra in carcere per i colloqui. Al Due Palazzi questa scelta ha fatto storcere il naso al sindacato Sinappe che, nonostante avesse già invocato misure stringenti per evitare il dilagare del virus, ritiene impari il trattamento riservato ai cinofili rispetto agli altri agenti.

"Bene le nuove norme, che però devono essere ancor più rigide e soprattutto devono essere rispettate alla lettera fa sapere il sindacato Non si capisce però la scelta di limitare l'operato dei soli colleghi cinofili perché tutti gli agenti indossano la stessa divisa e meritano eguale protezione".

Nel carcere padovano le direttive sono in fase di adozione. Ieri alcuni settori erano ancora in attività e alcuni gruppi di volontari continuavano ad avere accesso al carcere, ma una buona notizia è arrivata. Il trentenne cinese incarcerato lunedì e tenuto separato dagli altri detenuti per essere sottoposto a tampone ed escludere un possibile contagio da Covid-19 è risultato negativo al test.

 

 

 

 

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