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Coronavirus, bloccati i trasferimenti dei profughi dublinanti "da e per l'Italia" PDF Stampa
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di Tonia Mastrobuoni


La Repubblica, 28 febbraio 2020

 

In una comunicazione che Repubblica ha visionato si legge che "le autorità italiane hanno bloccato tutti i trasferimenti dei dublinanti da e per l'Italia". Nelle prossime quattro settimane nessun aereo che trasporti profughi potrà atterrare nel nostro Paese. Nella lettera non è indicato il motivo, ma una fonte vicina al dossier parla di una decisione presa "a causa del virus".

Niente trasferimenti di profughi per tutto il mese di marzo: l'Italia ha bloccato i ricollocamenti a causa del coronavirus. Lo dimostra una lettera del tribunale di Hannover datata il 26 gennaio che ordina di liberare "immediatamente" un profugo trattenuto in via precauzionale dalla polizia che era in attesa di trasferimento in Italia. Nella comunicazione che Repubblica ha potuto visionare si legge che "le autorità italiane hanno bloccato tutti i trasferimenti dei dublinanti da e per l'Italia".

Una misura che vale "per tutto il mese di marzo". Nelle prossime quattro settimane e mezzo "nessun aereo (che trasporti profughi, ndr) potrà atterrare" negli aeroporti italiani. Nella lettera non è indicato il motivo, ma una fonte vicina al dossier parla di una decisione presa "a causa del coronavirus".

Intanto il ministro dell'Interno Horst Seehofer ha detto la situazione in Germania si sta "aggravando" e che per ora gli aeroporti e le stazioni non verranno chiusi, si tenta di bloccare l'espansione del virus in modo mirato. Ma il suo collega, il responsabile della Sanità Jens Spahn ha detto che chi ha soggiornato in Paesi a rischio come l'Italia, la Cina, l'Iran o la Corea del Sud, dovrà dirlo all'arrivo. Dovrà compilare una Aussteigerkarte, un modulo in cui dovrà dichiarare tutti i suoi spostamenti: ha il senso di schedare tutti i soggetti a rischio per renderli rintracciabili, nel caso di un'estensione dell'epidemia. Peraltro, la quarantena per i casi sospetti, ha ricordato Spahn, "non è volontaria, è un obbligo".

In Germania si sono registrati dieci nuovi casi soltanto nelle ultime 48 ore. E in Nordreno-Westfalia oltre trecento persone sono in quarantena per una festa di carnevale a Gangelt alla quale ha partecipato una coppia di contagiati provenienti da Heinsberg. La donna, peraltro, fa la maestra e le famiglie dei bambini sono in quarantena e le autorità locali hanno chiuso l'asilo.

L'uomo è un 47enne che sarebbe già stato malato prima di infettarsi con il coronavirus; da ieri è grave ma in condizioni stazionarie. Un altro caso che preoccupa è quello di un primario di Tubinga che sarebbe stato contagiato dalla coppia di Heinsberg; ha avuto contatti con altre dodici persone, e sono tutte sotto osservazione. A Coblenza un soldato 41enne ha contratto il virus, alcuni colleghi della Bundeswehr sono in quarantena. Il governo è ancora alla ricerca del "paziente zero".

 

 

 

 

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