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"I dubbi sui Trojan? Sarebbero fondati se l'Italia fosse un paese normale" PDF Stampa
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di Rocco Vazzana

 

Il Dubbio, 27 febbraio 2020

 

Intervista a Francesca Businarolo, presidente della commissione Giustizia alla Camera, in quota Movimento 5Stelle, difende la riforma delle intercettazioni che oggi dovrebbe essere approvata definitivamente in Parlamento. "Abbiamo inserito l'uso dei Trojan in un sistema di regole, non lo abbiamo mica liberalizzato", spiega con convinzione.

 

Eppure, in caso di reati contro la pubblica amministrazione, da domani potrà essere 'spiato' non solo il pubblico ufficiale ma anche l'incaricato di pubblico servizio. Bidelli, dipendenti comunali, dipendenti delle Asl, per intenderci: tutti potenziali obiettivi di Trojan. Non si rischia di allargare un po' troppo la platea e creare una società di controllati?

Mi rendo conto che l'allargamento della platea è uno di quei provvedimenti che suscitano controversia e forti dubbi i quali, tuttavia, sarebbero fondati in una società diversa dalla nostra, diciamo in una Italia ideale dove la corruzione fosse un accidente. Ma non è così. Il nostro paese è nella morsa della illegalità da troppi anni e, sebbene la prevenzione è sempre la misura "principe", abbiamo bisogno di una stretta che possa far emergere fenomeni piccoli e grandi di comportamenti illeciti.

 

Piccoli e grandi tutti nello stesso calderone?

Le due categorie sono già equiparate dal Codice penale rispetto a tutti i reati contro la pubblica amministrazione. Noi non facciamo altro che adeguarci al Codice, perché mai, dunque, dovremmo rendere possibili le intercettazioni solo per pubblico ufficiale e non per incaricati di pubblico servizio? E, infine, gli stessi dubbi che lei ricorda furono sollevati per la norma sul whistleblowing, per la quale io personalmente mi sono molto battuta: "Volete le spie ovunque? Volete la società degli spiati?" dicevano gli scettici. Oggi quella misura è una avanguardia che si sta facendo strada tra le misure anticorruzione con grande soddisfazione dell'Anac.

 

Sparisce l'obbligo del pm e del giudice di specificare le modalità d'attivazione del Trojan. Non bisognerà più definire in anticipo, in altre parole, tempi e luoghi per l'attivazione del microfono del cellulare. Qualsiasi momento della nostra vita è potenzialmente spiabile. Ma anche un indagato avrà diritto alla privacy...

Guardi che noi l'uso del Trojan lo abbiamo inserito dentro un sistema di regole, non lo abbiamo mica liberalizzato! In Parlamento, grazie a noi, è avvenuto esattamente il contrario di ciò che sostiene certa propaganda falsamente garantista. Il Trojan è una modalità di intercettazione ambientale già consentita per i delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, questa legge la disciplina meglio. Per usare questo metodo di intercettazione bisognerà motivare la sua indispensabilità e se ci sarà un difetto di motivazione si potrà impugnare la questione e poi, a differenza delle normali intercettazioni telefoniche e ambientali, il Trojan potrà essere utilizzato solo per i reati connessi a reati di mafia, terrorismo e contro la PA. Perché volerlo dipingerlo a tutti i costi come l'invasione del Grande fratello nelle nostre vite?

 

Le intercettazioni incidentali tra indagato e avvocato saranno possibili anche se non trascrivibili. È sufficiente questa accortezza a tutelare il diritto alla difesa?

Il diritto alla difesa è sacrosanto ed io su questo giornale ho detto di essere favorevole all'inserimento del ruolo dell'Avvocatura nella Costituzione. Esso, tuttavia, non può prevaricare la sicurezza di tutti: di fronte ad inchieste di corruzione le attività dell'indagato sono centrali per capire la consistenza reale del presunto reato. Per non dire che esistono casi di finti avvocati, o meglio di difensori che in realtà svolgono in concreto altri ruoli organici al disegno criminoso: naturalmente si tratta di rarissimi casi che non ledono affatto un ordine professionale composto da persone dedite alla deontologia e che spesso svolgono il proprio lavoro in circostanze faticose, penso ai giovani avvocati. Eppure quei casi esistono.

 

Il presidente del Cnf, Andrea Mascherin, chiede che le intercettazioni incidentali con i legali siano immediatamente interrotte, appena scoperta la natura della telefonata, e distrutte le registrazioni. Perché tenerle in archivio?

Perché esiste un sistema di garanzia che vale per tutti: le intercettazioni irrilevanti vanno gestite secondo modalità stabilite e poi distrutte al momento opportuno. La regola vale per tutti. E nulla, proprio nulla, finirà nel fascicolo processuale.

 

Il rischio è che un pm, in modo scorretto, riascolti e utilizzi quelle intercettazioni per studiare la strategia difensiva dell'imputato. O dobbiamo affidarci fideisticamente alla buonafede dei magistrati?

La strategia difensiva si fa una volta formulata l'accusa e dopo che una serie di passaggi stabiliscono la fondatezza di un procedimento. Non saltiamo le tappe pur di trovare le falle di una legge che è una buona legge, un buon compromesso tra diverse esigenze.

 

Secondo Forza Italia, il pacchetto intercettazioni fa parte di un accordo politico tra Pd e M5S, un compromesso per far digerire ai dem la riforma della prescrizione...

A Forza Italia non va proprio giù la norma che interrompe la prescrizione dopo la sentenza di prima grado! E cerca in tutti i modi di screditare chi la ha promossa e chi la sostiene. Io considero un importante passo avanti del Pd quello di non ostacolare la norma Bonafede, il Movimento è stato in grado di far capire le proprie ragioni. Se ne prenda atto.

 

 

 

 

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