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Da Forza Italia armistizio sulle intercettazioni PDF Stampa
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di Liana Milella


La Repubblica, 24 febbraio 2020

 

Il coronavirus cambia anche il destino del decreto intercettazioni in Parlamento. Perché il centrodestra - che pure lo avversa in tutti i modi - s'interroga sulla già programmata strategia dell'ostruzionismo alla Camera per bloccarne l'entrata in vigore entro il 29 febbraio perché teme contraccolpi sul piano dell'immagine.

Tant'è che già di mattina Forza Italia, con la capogruppo Gelmini, propone alla maggioranza gli estremi di un patto: rinviare il decreto, lasciarlo decadere reiterandolo per altri 60 giorni, e poi dare spazio al dibattito sul coronavirus. Di pomeriggio, la soluzione cambia e si adegua al deciso niet di Pd e M5S che irridono la proposta. I forzisti consentirebbero, senza ostruzionismo, di far approvare le intercettazioni già martedì, a patto però che il governo, già il giorno dopo, porti subito ín aula il decreto sul coronavirus.

Altrimenti il centrodestra si scatenerebbe ugualmente con gli ordini del giorno, da mercoledì in avanti, per bloccare comunque il decreto. Operazione però che potrebbe essere bloccata dal presidente della Camera con la ghigliottina sui tempi parlamentari. Come antipasto, nella riunione domenicale della commissione Giustizia, Fi ha voluto comunque dimostrare che, con l'epidemia in atto, non è il momento degli scontri. Tant'è che il peggior nemico delle intercettazioni, il forzista Enrico Costa, ha ritirato l'emendamento per rinviare al 20211a prescrizione, "che sicuramente avrebbe comportato un lungo dibattito".

E la presidente gríllina Businarolo gliene ha dato pubblicamente atto. Una battaglia dalla quale peraltro si erano già sfilati i renziani che non hanno riproposto il lodo Annibali, identico alla proposta di Costa. Ma cosa succederà oggi? Di certo, dopo il via libera della commissione Giustizia convocata in via straordinaria di domenica in una Montecitorio deserta, il testo andrà nella Bilancio dove la destra vuole verificare l'assenza, che considera anomala, di sufficienti coperture di spesa.

Dalle 10 e 30 il decreto poi sarà in aula con la discussione generale. Poi le pregiudiziali di costituzionalità, che ugualmente passeranno senza ostacoli. Infine l'annuncio da parte del governo del voto di fiducia che si terrà, come prassi, dopo 24 ore.

I numeri della Camera consentono al governo di non avere problemi. Ma è scontato che l'opposizione è intenzionata a far pagare un prezzo pesante, giocato sull'urgenza di pretendere il decreto sul coronavirus per approvarlo al più presto.

 

 

 

 

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