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Quattrocento computer per i colloqui dei detenuti via Skype PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 19 febbraio 2020

 

Una circolare del Dap con le indicazioni per le chiamate tra detenuti e familiari. Previsti due pc per ogni Istituto penitenziario: le videochiamate dovranno svolgersi sotto il controllo visivo del personale di Polizia penitenziaria.

Una circolare molto importante quella a firma del Capo dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Francesco Basentini. Facendo seguito alla vecchia circolare del 2015, avente ad oggetto "Possibilità di accesso ad Internet da parte dei detenuti", e dopo una prima fase di valutazione delle esperienze sperimentali realizzate presso alcuni Istituti penitenziari, ai fini della implementazione del sistema di comunicazione a mezzo Skype per facilitare le relazioni familiari nelle strutture penitenziarie.

Il Dap ora fornisce le indicazioni per agevolare le attività e predisporre gli interventi necessari a rendere fruibile - su vasta scala - l'utilizzo della piattaforma Skype for business (ex Microsoft Lync) per l'effettuazione di videochiamate da parte dei detenuti e internati appartenenti - in questa prima fase di avvio al circuito media sicurezza con i familiari e/o conviventi.

Il Dap sottolinea che la videochiamata è da equipararsi ai colloqui. I detenuti e gli internati potranno così usufruire di un massimo di sei video colloqui al mese, per la durata massima di un'ora. Mentre per i detenuti in attesa di giudizio, dovrà ovviamente essere acquisita autorizzazione da parte della competente.

Autorità giudiziaria. Per quanto concerne le modalità operative, "le videochiamate con i familiari - si legge nella circolare - dovranno essere effettuate in locali appositamente destinati e, possibilmente, dotati anche di una linea telefonica, per consentire all'operatore che effettua il collegamento di comunicare celermente con i familiari nel caso di problematiche che impediscano il collegamento stesso".

Allo scopo verranno impiegati i personal computer abilitati all'utilizzo della piattaforma Skype for business, mediante apposito account dell'Istituto, che sarà fornito ed attivato - per ogni singolo Istituto penitenziario - dalla Direzione Generale del Personale e delle Risorse - Servizio Informatico Penitenziario.

Tale piattaforma, avvalendosi della rete intranet del ministero della Giustizia, fornisce, infatti, le necessarie garanzie in termini di sicurezza, in quanto validata dal Servizio Informatico Penitenziario della Direzione Generale del Personale e delle Risorse di del Dap e dalla Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati (Dgsia). "A questo riguardo - si legge sempre nella circolare - la Dgsia invierà n. 400 pc portatili ai Provveditorati Regionali che - a loro volta - ne cureranno la distribuzione presso gli Istituti penitenziari dell'ambito territoriale di competenza, nel numero di due PC ad Istituto".

Per quel che concerne gli aspetti organizzativi, si indicano le procedure da seguire per la presentazione della richiesta da parte del detenuto e/ o internato e per l'individuazione della persona e del luogo ove sarà effettuata la videochiamata. "In ogni caso - si sottolinea - i colloqui tramite videochiamata dovranno svolgersi sotto il controllo visivo del Personale di Polizia Penitenziaria".

Durante la fruizione, il personale incaricato supervisionerà il video collegamento da una postazione remota, tale da consentire la chiara visualizzazione delle immagini che appaiono sul monitor del computer ma non il controllo auditivo. Il personale incaricato, inoltre, effettuerà, prima dell'attivazione del collegamento audio-visivo, un'ulteriore verifica sul familiare o convivente autorizzato, finalizzata ad appurare la corrispondenza tra la copia del documento di riconoscimento, che la Direzione detiene ai fini autorizzativi, e il documento di riconoscimento che il familiare reca con sé ed esibisce all'atto del collegamento.

Nel caso in cui il personale predetto riscontri anomalie durante il video collegamento, come la presenza o l'intervento di persone estranee, o comunque non autorizzate, ovvero la tenuta di comportamenti non corretti del detenuto, del familiare o di entrambi, dovrà interrompere immediatamente il video collegamento, informandone tempestivamente i superiori gerarchici.

 

 

 

 

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