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Niente carcere per le detenute con figli disabili, possono scontare la pena ai domiciliari PDF Stampa
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Il Mattino, 15 febbraio 2020


Niente carcere per le madri di figli gravemente disabili. La Consulta ha stabilito che possono scontare la pena in detenzione domiciliare, qualunque siano l'età del figlio e la durata della pena, sempre che il giudice non riscontri in concreto un pericolo per la sicurezza pubblica.

Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 18, depositata oggi (relatrice la Presidente Marta Cartabia), accogliendo le censure della Corte di cassazione dove non prevede che la detenzione domiciliare "speciale" sia concessa anche alle madri di figli con più di dieci anni, se affetti da grave disabilità.

Nel solco di quanto già affermato nel 2003 sulla detenzione domiciliare "ordinaria" (sentenza n. 350, relatrice Fernanda Contri), la Corte ha ora rimosso anche per la detenzione domiciliare "speciale" il limite di età dei dieci anni del figlio affetto da grave disabilità. Questa misura, infatti, è finalizzata principalmente a tutelare il figlio, terzo incolpevole, bisognoso del rapporto quotidiano e delle cure della madre ristretta in carcere.

La sentenza si inserisce nell'ambito di una copiosa giurisprudenza costituzionale che considera le relazioni umane più prossime, specialmente familiari, fattori determinanti per la tutela effettiva delle persone più fragili. Perciò la Corte ha ritenuto che la detenzione domiciliare debba essere concessa alla madre di un figlio gravemente disabile, considerata la sua particolare vulnerabilità fisica e psichica.

 

 

 

 

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