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La scelta garantista di Renzi stretta tra principi, calcolo politico e famiglia PDF Stampa
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di Paolo Delgado


Il Dubbio, 14 febbraio 2020

 

L'illusione che il braccio di ferro sulla giustizia fosse per Italia viva solo un espediente per acquisire visibilità e conquistare consensi nell'elettorato un tempo berlusconiano è svanita negli ultimi giorni. Troppo violenta e prolungata l'offensiva, troppo rigide le posizioni per ridurre il tutto al solito gioco propagandistico. Nel braccio di ferro ingaggiato da Renzi c'è anche questo, non c'è dubbio, come c'è forse un retropensiero sui guai di famiglia. Ma né l'uno né l'altro elemento bastano a spiegare una drammatizzazione che non accenna a scemare, nonostante i tentativi in questo senso di Conte e Zingaretti e che ha raggiunto ieri nuove vette.

Gode di ampia circolazione una spiegazione che in realtà spiega pochissimo. Il segreto starebbe tutto nella certezza di Renzi, in realtà giustificata, che ' tanto non si voterà. È evidente che l'ex premier, spaventato com'è dall'eventualità di elezioni politiche a breve, ha scelto di correre un classico rischio calcolato e che attacca a testa bassa perché ritiene di essere al riparo dalla minaccia più temuta, quella appunto dello scioglimento delle Camere. Ma sarebbe fare torto al leader di Iv pensare che tutta la sua strategia si riduca a fare molto rumore senza però arrivare al voto. Inoltre la contraddizione con la altrettanto diffusa e altrettanto giustificata convinzione che nel mirino di Renzi ci sia da un pezzo la poltrona di ' Giuseppi' Conte sarebbe in questo caso stridente.

In realtà l'offensiva garantista vanta requisiti che vanno molto oltre la peraltro dubbia resa in termini di propaganda. Traccia una linea di demarcazione all'interno della maggioranza, scegliendo come linea del fronte precisamente il tema identitario sul quale il M5S non può permettersi di arretrare. Pone il Pd, che non può rompere con i 5S ma neppure abbracciare il loro giustizialismo, in una situazione di stress e imbarazzo permanente. Ma soprattutto pone le basi per un ponte con il centrodestra. Nessuno sa meglio di Renzi che la massima aurea della politica italiana è ' Mai dire mai' e a ogni buon conto è buona norma preparare un possibile terreno comune, possibilmente tale da poter essere sbandierato come questione di principio e di alta idealità. Tra Iv e il centrodestra l'incontro è possibile su due fronti: quello dello sviluppo economico, quello sul quale si è già consumata in agosto la rottura del governo gialloverde, e, appunto, quello del garantismo.

Ma è quest'ultimo che offre la possibilità di giustificare il dialogo non solo in nome di una comune strategia economica ma anche della difesa di alcuni valori imprescindibili.

Renzi in realtà si sta muovendo a tutto campo per occupare quella posizione. Si in aula che in sede di cdm i suoi gruppi parlamen-tari e la sua delegazione al governo si sono già smarcati più volte, e ieri la divaricazione si è prodotta su entrambi i fronti: voto in aula con l'opposizione e scelta di disertare il cdm con all'odg il dll sul lodo Conte bis in materia di prescrizione.

A Bruxelles Iv ha abbandonato il gruppo del Pse per passare ai centristi di Macron. I leader di Iv, con Maria Elena Boschi particolarmente combattiva, condiscono ogni dichiarazione bellicosa sulla prescrizione con un passaggio acuminato sulla politica economica, indicando così già da ora quale sarà il prossimo fronte da aprire. Tutto ciò non significa affatto che Renzi abbia deciso di tentare l'azzardo di un nuovo governo col centrodestra e non è affatto detto che un disegno del genere avrebbe qualche possibilità di prendere corpo.

Però Renzi sa bene che, in una situazione così precaria, previsioni a lungo termine non sono possibili. Il governo non cadrà prima del referendum del 29 marzo. Probabilmente reggerà senza rischiare troppo anche fino alle prossime elezioni regionali di primavera. Poi però tutti diventerà più incerta e lo stesso Renzi, a quel punto, dovrà chiudere la partita con Conte oppure rassegnarsi a lasciare "Giuseppi" a palazzo Chigi. E in quel momento poter giocare su più tavoli, avere porte se non aperte almeno non blindate di fronte su diversi fronti sarà essenziale.

 

 

 

 

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