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Processo penale, la riforma in Cdm: sanzioni ai pm che sforano i tempi PDF Stampa
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di Valentina Errante


Il Messaggero, 12 febbraio 2020

 

Nella bozza di via Arenula una norma anti-correnti per Palazzo dei Marescialli. L'inappellabilità di sentenze di proscioglimento per i reati che prevedano solo pene pecuniarie, la riforma del csm e delle elezioni per Palazzo dei Marescialli e lo stop alle porte girevoli per il rientro in ruolo delle toghe che abbiano scelto la politica.

L'ultima bozza, non ufficiale, del ddl Bonafede, che dovrebbe essere esaminata domani in Consiglio dei ministri, mantiene anche la dead line per le indagini, con relativi procedimenti disciplinari nei confronti pm che non rispettino i tempi. Le indagini dovranno essere più brevi e le procure dovranno archiviare i fascicoli se le prove non siano abbastanza forti da supportare il quadro accusatorio. La riforma, che non piace troppo all'Anm, resta quasi intatta, lasciando fuori, ovviamente, la questione prescrizione, che continua a creare forti tensioni nella maggioranza, suscita l'ira degli avvocati e le critiche di tutta la magistratura, come hanno dimostrato le relazioni di presidenti di corti d'appello e procuratori generali in occasione dell'anno giudiziario.

Il pm che non rispetta le tempistiche del processo penale incorre in un "illecito disciplinare quando il fatto è dovuto a dolo o a negligenza". Anche i tempi delle indagini vengono modificati in relazione alla gravità dei reati: sei mesi per i reati puniti con una pena non superiore a tre anni. Passa da due anni prorogabili, a un anno e sei mesi, prorogabili una sola volta, il tempo massimo per indagini di mafia, terrorismo, omicidio. Ovviamente l'orologio partirà soltanto al momento dell'iscrizione di un nome sul registro degli indagati. Il pubblico ministero non potrà esercitare l'azione penale nei casi in cui gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non consentano, anche se confermati in giudizio, l'accoglimento della "prospettazione accusatoria".

Secondo il documento non potranno essere impugnate le sentenze di proscioglimento relative a reati puniti con la sola pena pecuniaria o con pena alternativa o quelle di condanna in cui la pena sia sostituita con il lavoro di pubblica utilità.

Sale da 20 a 30 il numero dei componenti del Csm, con un aumento tanto dei togati quanto dei laici. I togati salgono da 12 a 20, mentre i membri laici aumentano da otto a dieci, lasciando quindi immutato il rapporto tra le due componenti. Secondo la bozza, i magistrati che verranno eletti dai loro colleghi al Csm non lo saranno più in un collegio unico nazionale, bensì suddividendo il territorio in 17 collegi territoriali, per scoraggiare le correnti.

Il documento prevede anche una norma che preclude il rientro nei ruoli organici della magistratura ordinaria o speciale di appartenenza al magistrato "che abbia ricoperto la carica di parlamentare nazionale o europeo, di componente del Governo, di consigliere regionale o provinciale nelle Province autonome di Trento e Bolzano, di Presidente o assessore nelle giunte delle Regioni o delle Province autonome di Trento e Bolzano, di sindaco in comuni con più di centomila abitanti". Il testo (non ufficiale per il Ministero) stabilisce che "alla scadenza o alla cessazione del mandato, il magistrato è collocato nei ruoli amministrativi della propria o di altra amministrazione conservando il suo trattamento economico".

 

 

 

 

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