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Spazza-corrotti, l'avvocato dello Stato: "Incostituzionale per le vecchie condanne" PDF Stampa
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di Giovanni Bianconi

 

Corriere della Sera, 12 febbraio 2020

 

L'intervento alla Consulta: il divieto di misure alternative al carcere per i corrotti non può essere retroattivo. La decisione della Corte potrebbe arrivare già domani. Colpo di scena alla Corte costituzionale: con un'iniziativa di cui non si ricordano precedenti l'Avvocatura dello Stato ha "bocciato" la legge chiamata "Spazza-corrotti" nella parte in cui vieta retroattivamente ai condannati per reati contro la pubblica amministrazione la possibilità di accedere alle misure alternative al carcere.

La riforma varata un anno fa dal governo Cinque stelle-Lega ha introdotto, tra le altre novità, l'equiparazione della corruzione e altri reati simili a quelli cosiddetti "ostativi" (come mafia, terrorismo e traffico di droga), per i quali sono precluse le misure alternative alla detenzione normalmente applicate ai condannati a pene inferiori ai quattro anni di carcere. La norma è entrata in vigore il 31 gennaio 2019 ma non essendo previsti regimi transitori è stata applicata anche a tutti coloro che, prima di quella data, erano state condannate a pene per le quali avrebbero potuto beneficiare dell'affidamento ai servizi sociali, alla detenzione domiciliare, senza dover entrare in prigione.

A partire dal primo febbraio 2019 quei condannati sono stati invece portati in cella, e contro questa situazione sono giunti alla Corte costituzionale ben 17 ricorsi di tribunali e corti che - sollecitati dai difensori dei condannati - ipotizzavano l'incostituzionalità della legge. Stamane, al palazzo della Consulta s'è svolta la discussione alla quale hanno partecipato, tra gli altri, gli avvocati Vittorio Manes e Giandomenico Caiazza, quest'ultimo presidente dell'Unione camere penali. Ribadendo ciascuno la necessità di bocciare quel pezzo della legge Spazza-corrotti, perché in contrasto con l'articolo 25 della Carta secondo il quale "nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso".

I legali hanno spiegato che, incidendo sulla libertà personale dei condannati, il principio di irretroattività delle norme deve applicarsi anche a questa legge, poiché riguarda il "diritto sostanziale". E al termine dei loro interventi l'avvocato dello Stato Massimo Giannuzzi s'è detto d'accordo con i difensori che reclamano la bocciatura della legge.

"In particolare dopo aver ascoltato il professor Manes e i suoi richiami alla comparazione con gli altri Paesi europei - ha spiegato - devo parzialmente correggere le nostre conclusioni. Non mi sento controparte rispetto ai colleghi difensori, perché lo Stato di diritto dev'essere un riferimento per tutti gli operatori del diritto. Questa norma non può essere retroattiva, e tuttavia non vi chiedo la dichiarazione di incostituzionalità bensì una sentenza interpretativa di rigetto: la legge deve essere infatti interpretata secondo i principi costituzionali, e quindi anche nella sua attuale forma i giudici possono non applicarla retroattivamente".

Al di là delle formulazioni giuridiche, almeno in questa parte la legge "Spazza-corrotti" - fiore all'occhiello del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e dei Cinque stelle, nella quale fu inserita anche la norma che abolisce la prescrizione dopo la sentenza di primo grado - viene dunque sconfessata anche dall'avvocatura dello Stato. Una bocciatura della norma, e dunque del governo che l'ha proposta e del Parlamento che l'ha approvata, da parte di chi solitamente è chiamato a difendere le leggi davanti alla Corte costituzionale. Che deciderà domani o nei prossimi giorni.

 

 

 

 

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