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Verona. "Intreccio", un progetto per i detenuti PDF Stampa
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veronanetwork.it, 6 febbraio 2020

 

Il laboratorio è aperto a tutti coloro che desiderino condividere tempo e competenze con i partecipanti. Si chiama "Intreccio" il nuovo progetto che si svolge presso la sede dell'associazione Fevoss di Verona, rivolto prevalentemente a carcerati assegnati a lavori esterni o destinatarie di una misura alternativa. Consiste nella creazione di un laboratorio per la produzione di manufatti artigianali in pelle, maglia e uncinetto. I soggetti coinvolti saranno seguiti in un percorso di formazione di alto livello. Il laboratorio è aperto a tutti coloro che desiderino condividere tempo e competenze con i partecipanti, con l'intento di favorire il dialogo tra la comunità locale e le persone ristrette.

"L'intreccio" è diretto da Micaela Tosato con la collaborazione di Maria Teresa Ortu, specializzata in giustizia riparativa e mediazione umanistica. L'obiettivo è di costruire un percorso di responsabilizzazione e di riparazione nei confronti della comunità. I prodotti saranno ceduti con offerta libera e il ricavato sarà utilizzato a scopo benefico.

Il percorso di responsabilizzazione sarà sostenuto da un processo di inclusione e coesione sociale, destinato a permettere un effettivo reinserimento in società, secondo l'ottica e i valori di una comunità riparativa. Completeranno il percorso una serie di incontri con Fabrizio Maiello (ex detenuto), Antonella Leardi (mamma di Ciro Esposito, ucciso a Roma nel 2014) e Pietro Ioia (Garante dei detenuti a Napoli). Ne seguiranno altri, utili a rafforzare il senso del progetto per i partecipanti e per la comunità.

 

 

 

 

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