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"Il diritto di opporsi", un'emozionante battaglia civile contro il razzismo e la povertà PDF Stampa
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recensione di Fabio Ferzetti

 

L'Espresso, 6 febbraio 2020

 

Il film con Jamie Foxx e Michael B. Jordan racconta in modo lirico una storia vera accaduta in Alabama. In questo emozionante esempio di cinema civile americano ci sono due star dichiarate e una invisibile. Le prime sono gli ottimi Jamie Foxx e Michael B. Jordan, nei panni di un operaio afroamericano che passa sei anni nel braccio della morte per un delitto mai commesso e dell'uomo che riesce a scagionarlo in tribunale. Il vero divo del film però, nero come i suoi clienti, si chiama Bryan Stevenson e fa l'avvocato. A lui, con il suo vero nome, è ispirato il protagonista. Suo è il bestseller da cui è tratto il film (edito in Italia da Fazi). Una storia vera che ha per sfondo l'Alabama, tutt'oggi lo stato più razzista degli Usa malgrado Rosa Parks.

Anche se "Just Mercy", come suona il titolo originale, più che sul razzismo punta il dito contro la sua principale alleata, la povertà. Decisiva, dicono le statistiche, non solo nello sbattere la gente in galera ma nel tenercela. Di qui le novità principali di questo raro e solido esempio di legal thriller "black" (la lotta delle minoranze passa anche da qui, dalla conquista di generi finora occupati dai bianchi). L'avvocato Stevenson infatti riesce a usare la povertà non per dividere ma per unire due vittime collocate dal potere su opposte sponde. Una delle quali, attenzione, è di pelle bianca.

Non è un ribaltamento da poco. Di solito l'integrazione va dai neri verso i bianchi, non viceversa. E se l'hawaiano Destin Daniel Cretton ha buon gioco a dettagliare gli abusi e i crimini perpetrati quasi in automatico dal sistema giudiziario Usa (la legge non sanziona gli errori di giudici e poliziotti), le scene più emozionanti del film giocano invariabilmente su due piani. I rapporti allacciati dall'avvocato con la famiglia dell'imputato e con gli altri ospiti del braccio della morte. E la lenta conversione del falso testimone bianco (efficacissimo Tim Blake Nelson).

Con qualche imprevista e benvenuta impennata lirica. Su tutte quella lunga e apparentemente immotivata inquadratura iniziale del cielo tra gli alberi che torna e deflagra in tutta la sua potenza molto più tardi. Ospite fisso di Oprah Winfrey, strenuo difensore dei più deboli grazie alla sua organizzazione benefica Equal Justice Initiative, l'ascetico avvocato Stevenson ha aggiunto l'arma del cinema al suo arsenale. Anche se nelle battaglie culturali non basta conquistare generi collaudati. Bisogna crearne di nuovi.

 

 

 

 

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