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Spazio vitale tra i 3 e 4 metri quadrati per quasi quattordicimila detenuti PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 24 gennaio 2020

 

Il sovraffollamento nel rapporto del Comitato europeo per la prevenzione della tortura. Siamo al limite della soglia consentita dalla sentenza pilota della Corte europea dei diritti umani nel caso di Torreggiani contro l'Italia. Dal rapporto del Comitato europeo per la prevenzione della tortura emerge un dato preoccupante sul sovraffollamento carcerario che smentisce ulteriormente la storia che da noi il problema è virtuale, perché un detenuto avrebbe uno spazio abitativo minimo di 9 metri quadri per cella singola e 5 metri quadri per detenuto in celle a occupazione multipla. Nella realtà dei fatti non è assolutamente così.

Al momento della visita, il Cpt ha rivelato che circa 13.800 detenuti sono stati ospitati in celle che hanno fornito tra i 3 e i 4 metri quadri di spazio vitale ciascuno. In pratica siamo al limite della soglia consentita dalla sentenza pilota della Corte europea dei diritti umani nel caso di Torreggiani v. Italia. Il Cpt raccomanda alle autorità italiane di agire per garantire che tutti i detenuti siano dotati di almeno 4 metri quadri in celle a occupazione multipla.

Al momento della visita, nel marzo 2019, il complesso penitenziario operava a pieno regime con la popolazione carceraria di 60.611 per 50.514 posti. Per il Comitato ciò rappresenta un aumento significativo del numero dei detenuti dalla visita periodica risalente all'aprile del 2016, quando la popolazione carceraria era di 54.072 per una capacità di 49.545 posti. I componenti della delegazione del Cpt hanno concordato che l'aumento della popolazione carceraria non è collegata all'aumento della detenzione, ma ad un minor numero di persone rilasciate dal carcere.

Il problema risiede nelle lunghe condanne inflitte dai tribunali dal 2008 in poi, combinate con i numerosi detenuti socialmente vulnerabili con brevi condanne che, pur essendo ammissibili a misure alternative, rimangono in carcere. Secondo il Cpt l'Italia dovrebbe sforzarsi nel porre un'azione rigorosa per ridurre la popolazione carceraria al di sotto del numero dei posti disponibili. A questo proposito, sempre secondo il Comitato europeo, l'accento dovrebbe essere posto sull'intera gamma di misure non detentive.

Il governo però ha risposto al Cpt che per porre rimedio al sovraffollamento penserà di utilizzare le caserme dismesse e costruire nuove carceri. Quindi il governo rimane fermo sulla sua posizione. Mentre si attendono nuove carceri, senza pensare di utilizzare il carcere come estrema ratio, il sovraffollamento aumenta.

Le uniche reazioni politiche provengono dai Radicali italiani e dal Partito Radicale. "Il superamento definitivo delle criticità riscontrate dal Consiglio d'Europea nelle strutture di detenzione - dichiarano Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, Segretario e Tesoriera di Radicali Italiani - richiede una riforma complessiva del sistema giustizia, a partire dalla depenalizzazione dei reati minori e dalla revisione dei meccanismi di custodia preventiva, provvedimenti che inciderebbero in modo decisivo sul sovraffollamento cronico degli istituti".

 

La situazione delle carceri italiane elaborate da Rita Bernardini del Partito Radicale

 

Rita Bernardini del Partito Radicale ha elaborato i dati tenendo anche presenti i posti non disponibili carcere per carcere. Ne esce fuori un quadro impietoso che qui di seguito pubblichiamo.

Abruzzo (8 istituti): Nonostante la Regione abbia un sovraffollamento quasi pari alla media nazionale con il 128,84%, tre istituti su otto, lo superano abbondantemente: quello di Pescara (145%), quello di Teramo (170,33%) e quello di Chieti (177,22%).

Basilicata (3 istituti): Sovraffollamento regionale ben superiore alla media nazionale con il 143,16%. Il carcere di Melfi supera il 168%.

Calabria (12 istituti): Sovraffollamento inferiore alla media nazionale con il 109%, ma con tre istituti che la superano: Locri (138%), Castrovillari (140%) e Laureana di Borrello con il 177%).

Campania (15 istituti): Sebbene con il 126% il sovraffollamento sia al di sotto della media nazionale, si registrano 9 istituti che la superano: Vallo della Lucania (130%), Salerno (133%), Sant'Angelo dei Lombardi 138%, Arienzo 140%, Napoli Secondigliano (141%), Napoli Poggioreale 142%, Pozzuoli 142%, Benevento 155%.

Emilia Romagna (10 istituti): con il 144% il sovraffollamento è ben al di sopra della media nazionale con 7 istituti che la superano. I picchi massimi si registrano a Ravenna (173%), Bologna (170%) e a Ferrara con il 152%.

Friuli Venezia Giulia (5 istituti): con il 148% il sovraffollamento è ben al di sopra della media nazionale. Tre istituti sono abbondantemente sopra la media nazionale: Pordenone 182%, Udine 168% e Tolmezzo 156%.

Lazio (14 istituti): registra un sovraffollamento del 139%, con 7 istituti che superano questa media: Cassino 145%, Viterbo 147%, Rebibbia femminile 148%, Rebibbia N. C. 153%, Regina Coeli 172%, Civitavecchia N. C. 173%, Latina 184%.

Liguria (6 istituti): sovraffollamento al 136% con 5 istituti che superano la media nazionale: Chiavari 157%, Genova Marassi 137%, Genova Pontedecimo 161%, Imperia 160% e La Spezia 148%.

Lombardia (18 istituti): sovraffollamento elevato (148%) con ben 15 istituti che superano la media nazionale. I picchi di sovraffollamento si registra a Como 196%, Monza 192%, Varese 183%, Brescia Verziano 183%, Busto Arsizio 182%, Brescia Canton Monbello 171% e Bergamo 167%.

Marche (6 istituti): con il 125% ha un sovraffollamento inferiore alla media nazionale. Solo Pesaro ha un sovraffollamento molto elevato con il 160%.

Molise (3 istituti): risulta essere la regione più sovraffollata d'Italia con il 182%. Larino con il 214% è il carcere più sovraffollato d'Italia; segue Campobasso con il 168%.

Piemonte (13 istituti penitenziari): la regione, con il 123%, risulta essere al di sotto della media nazionale di sovraffollamento. 8 istituti però superano abbondantemente la media nazionale, con picchi superiori al 140% per le carceri di Asti 142%, Biella 144%, Vercelli 145% e Alessandria (casa di Reclusione) 150%.

Puglia (11 istituti penitenziari): è la seconda regione più sovraffollata d'Italia con il 171%. 9 istituti superano di gran lunga la media nazionale con picchi superiori al 150% per gli istituti di San Severo 152%, Trani 155%, Brindisi 157%, Bari 167%, Foggia 172%, Lecce 186%, e Taranto 203%.

Sardegna (10 istituti penitenziari): è la seconda regione Italiana dopo il Trentino Alto Adige ad avere più posti che detenuti (96%). Nell'isola sono state infatti costruite molte carceri destinate ai detenuti per reati di criminalità mafiosa o terroristica provenienti dalla penisola. Tutti gli istituti sono ben al di sotto della media nazionale di sovraffollamento con carceri che ospitano molti meno detenuti della loro capacità ricettiva come Onani- Mamone che registra 175 detenuti a fronte di 386 posti disponibili o Arbus is Arenas che ne registra 100 a fronte di una disponibilità di 176 posti.

Sicilia (23 istituti penitenziari): è la regione che più si avvicina alla parità fra posti disponibili e detenuti presenti; il sovraffollamento è infatti del 106%. Sono 4 su 21 gli istituti che superano la media nazionale di sovraffollamento: Gela 131%, Piazza Armerina, 132%, Catania Bicocca 141% e Augusta 149%.

Toscana (16 istituti penitenziari): con il 133% registra un sovraffollamento di poco superiore alla media nazionale. I livelli più alti di sovraffollamento si verificano ad Arezzo 141%, Siena 146%, Pistoia 149%, Grosseto 167%, Firenze Sollicciano 170%, Pisa 174% e Lucca 182%.

Trentino Alto Adige (2 istituti penitenziari): è la prima regione italiana ad avere più posti che detenuti (88%) anche se il carcere di Bolzano registra un sovraffollamento del 125%. È il nuovo carcere di Trento ad ospitare molti meno detenuti di quelli disponibili: 336 detenuti presenti a fronte di 419 posti disponibili.

Umbria (4 istituti): ha un sovraffollamento (116%) inferiore alla media nazionale: solo il carcere di Perugia vi si avvicina con il 128,84%.

Valle D'Aosta (1 istituto): ha un solo carcere (Brissogne) che con il 127% è di poco inferiore alla media nazionale.

Veneto (9 istituti penitenziari): con un sovraffollamento del 140%, registra 6 istituti ben oltre la media nazionale. Con un sovraffollamento superiore al 150% si registrano gli istituti di Vicenza 157%, Verona 162% e Venezia Santa Maria Maggiore 165%.

 

 

 

 

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