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La legge Bonafede non va, ma ora processi più rapidi PDF Stampa
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di Franco Mirabelli


Il Riformista, 24 gennaio 2020

 

Se la giustizia non fosse così lenta, la prescrizione non avrebbe tanta rilevanza. Per questo bisogna velocizzare le procedure e rendere efficiente il sistema penale. Questa sì che sarebbe una riforma storica. Il tema della prescrizione dei reati resta un tema rilevante, una questione che riguarda i diritti dei cittadini, la certezza della pena, il tema costituzionale della ragionevolezza dei tempi del processo. Il confronto aperto su questo è importante e, per parte nostra, c'è la necessità di ripensare la riforma Bonafede-Bongiorno che di fatto elimina la prescrizione e rende possibili processi infiniti.

Credo però che ci si debba domandare se questo della prescrizione sia il tema più importante e, soprattutto, se possa essere isolato da una riflessione sulla riforma del processo. In realtà siamo tutti d'accordo a sostenere che, fino ad oggi, se un processo non si conclude perché scatta la prescrizione, questo fatto costituisce un fallimento per lo Stato e per la giustizia. Così come siamo d'accordo a considerare il tema dell'accelerazione dei processi non solo necessario ma fondamentale per garantire i cittadini e la competitività del nostro Paese.

Se i processi in Italia durassero meno, il tema della prescrizione non avrebbe più la rilevanza che ha assunto. Per questo, il fatto che la maggioranza di governo stia trovando un accordo significativo per portare presto in Parlamento la legge delega per l'efficienza del processo penale è importante e non può essere sottovalutato, come invece mi pare si stia facendo in questi giorni, con tutta l'attenzione rivolta alla prescrizione, tema che, da solo, non risolve nessuno dei grandi problemi della giustizia italiana.

Per portare la durata dei processi a 4/5 anni al massimo occorre un investimento significativo, che il governo si impegna a fare, in personale e in strutture. Ma occorrono soprattutto riforme che consentano di velocizzare le procedure e su questo si concentra la proposta di legge delega proposta dal ministro Bonafede che la maggioranza ieri ha iniziato a condividere. Si tratta del combinato disposto di misure per ridurre la burocrazia e i passaggi, e per definire tempi certi e responsabilità nelle diverse fasi processuali.

Credo siano sufficienti i titoli delle misure proposte per rendere chiaro quanto è possibile fare, e in poco tempo, per ottenere procedimenti rapidi ed efficaci. Prima di tutto l'estensione, fino a renderne obbligatorio l'uso per alcune tipologie di atti, delle notifiche e delle comunicazioni telematiche stabilendo regole chiare e cogenti. Poi la modifica dei tempi previsti per le indagini preliminari, da sei mesi a un anno e mezzo a seconda dei reati contestati, con la possibilità di richiedere un'unica proroga di sei mesi.

Ancora l'estensione dell'utilizzo di procedimenti speciali: dalla "pena su richiesta" ai giudizi abbreviati e immediati, fino al procedimento per decreto, come opportunità alternative al processo da implementare anche per ridurre la mole di lavoro dei tribunali. A ciò si aggiunge la maggiore valorizzazione del procedimento davanti al giudice monocratico che consentirebbe la pronuncia sul non luogo a procedere.

Anche l'introduzione di una nuova disciplina sanzionatoria di contravvenzioni che consenta l'estinzione delle stesse se si adempie alle prescrizioni impartite dall'organo accertatore (comprendendo, tra queste, comportamenti risarcitori), può contribuire a ridurre i carichi di lavoro degli uffici giudiziari e ridurre i tempi dei procedimenti.

Infine le norme che responsabilizzano i magistrati sul rispetto dei termini previsti per la durata del processo diventerebbero una ulteriore garanzia sui tempi certi e ragionevoli. Credo che questa breve e sintetica elencazione delle norme di cui la maggioranza sta discutendo e su cui stiamo tutti convergendo, possa contribuire a rimettere anche la questione prescrizione nel giusto contesto.

Comunque la si pensi il tema prioritario è quello di dare efficienza al sistema penale, velocizzare i processi, garantire tempi certi, mettere l'intero sistema nelle condizioni di funzionare al meglio nell'interesse dei cittadini ma anche degli operatori del diritto.

Se riusciremo, e c'è la volontà di tutta la maggioranza in questa direzione, faremo una riforma davvero storica che credo sarebbe meglio, tutti insieme, valorizzare anziché continuare a enfatizzare le differenze che tra noi ci sono sulla prescrizione, tema su cui dobbiamo continuare a confrontarci, ma che non deve nascondere il valore della riforma: garantire davvero tempi ragionevoli della giustizia.

 

 

 

 

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