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Ragusa. "Vi spiego la custodia aperta che facciamo nel carcere" PDF Stampa
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di Antonella Barone


gnewsonline.it, 24 gennaio 2020

 

"Il modello che abbiamo adottato dipende essenzialmente da due elementi: il carattere 'meritorio' e il carattere "premiale". Sotto il primo profilo, infatti, solo detenuti a basso potenziale di pericolosità possono accedere alla custodia aperta. A parlare è il Commissario Coordinatore Chiara Morales, Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria all'interno del carcere di Ragusa.

"La selezione dei detenuti ammessi - aggiunge Morales - viene effettuata sulla base di informazioni fornite dalle Aree Sicurezza ed Educativa e dalla lettura del fascicolo personale. Per la determinazione del livello di pericolosità ci si attiene a quanto previsto dalla tabella A della circolare del 2015.

In ogni caso i detenuti non già conosciuti dagli operatori penitenziari, come i nuovi giunti o provenienti da altri istituti, sono sottoposti a un periodo di osservazione minima di due mesi. La 'custodia aperta' è inoltre ispirata a un modello di premialità che prevede un'articolata serie di benefici per quei detenuti che dimostrino di aver aderito alle offerte dell'amministrazione Penitenziaria e di aver avviato un processo di revisione critica".

Eccola la giornata tipo dei detenuti ammessi alla "Sorveglianza dinamica e custodia aperta" nella casa circondariale di Ragusa: l'attività inizia alle 8,30 e termina alle 18. La mattina, fino alle 15, i detenuti raggiungono autonomamente, senza cioè essere scortati da agenti, i locali in cui lavorano, studiano o svolgono altre attività oppure, se devono incontrare i familiari, le sale colloqui. Le stanze di pernottamento, anche dopo il pranzo, restano aperte fino alle 18 e i detenuti hanno libertà di movimento negli spazi comuni interni alla sezione.

Gli ammessi alla "Custodia aperta" possono inoltre usufruire di una serie di specifiche opportunità lavorative, di formazione e di altre ricompense, se dimostrano di aderire alle offerte trattamentali dell'amministrazione. Prima dell'inserimento nel reparto - che avviene dopo un'attenta selezione da parte degli operatori - i detenuti devono però firmare un documento di 'assunzione di responsabilità' in cui sono descritte regole e conseguenze di una loro violazione.

La "Sorveglianza dinamica e custodia aperta", adottata a Ragusa dal settembre del 2018, si compone di due elementi tra loro complementari: lo spostamento della centralità della vita detentiva dalla "cella" agli ambienti di detenzione dove si svolgono le attività trattamentali (lavoro, studio, formazione, attività ricreative) e un modo di sorvegliare basato su controlli itineranti, alternativo a quello custodiale consistente in postazioni perlopiù statiche.

Nell'istituto penitenziario di Ragusa si trovano 183 detenuti (196 i posti disponibili) in stanze di detenzione in gran parte a norma. Circa un terzo dei detenuti è occupato in attività lavorative non a turnazione, 84 impegnati in corsi scolastici e altri quaranta in attività culturali o sportive (dati riportati nella Scheda trasparenza del Ministero della Giustizia).

Morales ci tiene ad aggiungere che "la nostra struttura si sviluppa su tre piani e, grazie alla conformazione 'a palo telegrafico', un singolo agente può avere un sia pur parziale controllo visivo e uditivo sugli altri due piani. Il tradizionale presidio fisso viene sostituito dal cosiddetto gruppo dinamico, ossia una pattuglia itinerante composta da due unità che si muove nello spazio fisico del reparto 'aperto' come una ronda, presidiando dinamicamente 'il territorio' delle sezioni detentive, e intervenendo anche con controlli e ispezioni a sorpresa nelle stanze. Il livello di vigilanza è comunque implementato da una sala regia dedicata che costituisce la centrale operativa del reparto: controlla tutti gli ambienti dell'Istituto ed è in costante contatto con le unità del "gruppo dinamico".

"Il modello della Custodia aperta - conclude la Comandante - ha influito positivamente sulla vita detentiva: il clima all'interno del padiglione appare disteso e sereno. Non si è finora verificato alcun episodio di tentato suicidio, né si sono registrati casi di aggressione al personale".

 

 

 

 

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