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Como. L'Uisp Lariano racconta lo sport in carcere con un convegno PDF Stampa
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uisp.it, 17 gennaio 2020


Il comitato Uisp partecipa al "Mese della pace" 2020, collaborando con associazioni e realtà locali che si occupano dei detenuti. Per il secondo anno l'Uisp Lariano aderisce al "Mese della pace" 2020 di Como.

Quest'anno, in particolare, l'impegno del comitato Uisp si rivolge al gruppo di lavoro Carcere e periferie, al fianco di altre associazioni che svolgono attività all'interno della Casa circondariale "Il Bassone" di Como. Il Comitato Uisp, infatti, svolge da 20 anni attività sportiva insieme ai detenuti e alle detenute, con l'obiettivo di offrire uno strumento ricreativo ed educativo, utile anche per la socializzazione e come strumento per il benessere psicofisico.

Venerdì 17 gennaio alle 21, presso la Biblioteca comunale "Paolo Borsellino" di Como, si terrà l'incontro "Vi raccontiamo il carcere", per conoscere la Casa circondariale di Como e le realtà che la animano. Interverranno: Fabrizio Rinaldi, direttore del carcere del Bassone; Padre Michele, cappellano del carcere del Bassone; Patrizia Colombo, Homo Faber; Federico Ioppolo, vicepresidente Uisp Lombardia; Concetta Sapienza, vicepresidente Uisp Lariano. Modera: Marco Gatti, giornalista de Il Settimanale.

Obiettivo dell'incontro è informare la popolazione di Como sulla realtà del carcere, per contrastare la narrazione diffusa che vorrebbe il carcere come luogo di emarginazione per soggetti irrecuperabili e indegni dell'interesse della comunità. Il carcere del Bassone, invece, è come un grande quartiere, quasi una città dentro la città ed è importante riportarlo metaforicamente al centro di Como e del dibattito cittadino e farlo conoscere. Per l'evento Facebook clicca qui

Il Progetto Carcere dell'Uisp Lariano spazia dalle classiche proposte sportive fino ad attività più originali, come il qi gong. Ad esempio durante l'estate del 2019 è stata promossa la pallavolo nei settori donne e trans della Casa circondariale.

L'attività ha coinvolto le detenute per tutto il periodo estivo, due giorni alla settimana, in un percorso gestito da due giovani allenatrici, al termine del quale si è svolto un torneo cui hanno partecipato anche squadre esterne. Quest'anno il progetto ha avuto una particolare attenzione per i diritti delle persone Lgbtiq, che spesso nell'ambito del carcere incontrano maggiori difficoltà e sono vittime di episodi di emarginazione. Ad inizio anno, invece, i detenuti hanno avuto la possibilità di sperimentare il qi gong: questa disciplina orientale genera armonia a livello psico-fisico-spirituale e accresce lo stato di equilibrio energetico generale.

L'esecuzione sistematica degli esercizi di qi gong, tramite una postura e una respirazione corretta, aiutano a migliorare sensibilmente le rigidità, acquisire maggiore capacità di rilassamento, armonia e un generale benessere psico-fisico. Praticare questa attività è molto utile per migliorare il modo di relazionarsi ed affrontare un momento faticoso dell'esistenza, come può essere quello del carcere.

 

 

 

 

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