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Processi in calo e più rapidi. In arrivo 400 magistrati nei tribunali PDF Stampa
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di Giovanni Negri


Il Sole 24 Ore, 15 gennaio 2020

 

Dai 50 di Roma ai 2 di Trento, il ministero della Giustizia ha messo nero su bianco le nuove piante organiche degli uffici giudiziari, ripartendo, distretto per distretto, i 402 nuovi magistrati destinati al merito (la Cassazione aveva già visto assegnati 70 nuovi consiglieri dall'aprile scorso).

Un lavoro imponente, ora all'esame del Csm per il parere, soprattutto perché preceduto da una significativa ricerca sui dati, per capire meglio dove più urgente sarebbe stato il rafforzamento: "Non ci siamo limitati - spiega Barbara Fabbrini, capo Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria - a una valutazione statica con il saldo tra giudizi sopravvenuti e definiti, ma abbiamo preso in considerazione i flussi, in maniera più dinamica e prospettica. Come riferimento temprale, per esempio, sono stati valorizzati gli ultimi 5 anni, per potere considerare gli effetti della riforma della geografia giudiziaria".

In questa chiave un valore particolare hanno assunto elementi come il numero dei procedimenti iscritti su organico e i pendenti su organico che ha reso evidenti profonde differenze territoriali. Per le Corti d'appello, per esempio a fronte di un dato nazionale di 185 procedimenti iscritti per magistrato, se ne registrano 72 a Bolzano e 287 ad Ancona. Le differenze risultano ancora più marcate con riguardo alle pendenze: il numero dei procedimenti pendenti in rapporto all'organico varia da un minimo di 73 nella corte di Trento a un massimo di 612 in quella di Napoli.

Non molto diverso il quadro dei tribunali. A fronte di un dato nazionale di 662 procedimenti iscritti e 745 procedimenti pendenti in rapporto all'organico totale, a Tivoli gli iscritti (1.146) superano di circa 4 volte quelli di Caltanissetta (298). A Tempio Pausania, il rapporto tra pendenze e organico è di 1.879 procedimenti, un valore di oltre 5 volte superiore rispetto a quello di Bolzano (348).

Centrale, quanto alla durata il disposition time, calcolato rapportando il numero di procedimenti pendenti al 31 dicembre 2018 alla media dei procedimenti definiti nel triennio 2016-18. Su questa base, i più significativi punti critici sono in Corte d'appello, con valori nazionali del disposition time di 702 giorni per il civile e di 889 giorni per il penale, superiori di oltre due volte i corrispondenti valori dei tribunali. In particolare vengono in evidenza i 1.293 giorni di disposition time civile della sezione distaccata di Taranto, e, nel penale i 1.560 giorni e i 1.498 giorni di Napoli e Roma.

Però, sarebbe assolutamente sbagliato, puntualizza Fabbrini, pensare alla giustizia italiana come ferma, se non in peggioramento. In ambito civile, sono 115 i tribunali (82%) e 25 le Corti d'appello (90%) che hanno fatto registrare una riduzione delle pendenze tra il 2018 e il 2014. Nello stesso periodo, l'arretrato si è ridotto in 117 tribunali (84%) e nella quasi totalità delle Corti d'appello (28). Miglioramenti anche nel penale. Nel 2018 ben 86 tribunali (61%) avevano pendenze inferiori a quelle del 2014; in 72 la riduzione è stata maggiore del 10% (dato nazionale); 67 tribunali (48%) nel 2018 avevano un disposition time penale inferiore a quello del 2014. Le pendenze si sono ridotte in 11 Corti d'appello, il disposition time in 15.

 

 

 

 

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