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Misure cautelari: alle sezioni unite la necessità dell'interrogatorio di garanzia PDF Stampa
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di Patrizia Maciocchi


Il Sole 24 Ore, 15 gennaio 2020

 

Corte di cassazione - Sezione VI - Sentenza 14 gennaio 2020 n. 1243. Saranno le sezioni unite a stabilire se in caso di applicazione di una misura cautelare coercitiva da parte del tribunale, in accoglimento dell'appello del Pm contro la decisione del Gip, sia o meno necessario procedere all'interrogatorio di garanzia ai fini della sua efficacia.

I giudici della sesta sezione penale, con la sentenza 1243, chiedono al Supremo collegio di sciogliere i dubbi su una questione ermeneutica di natura processuale sulla quale si registra un contrasto nella corte di legittimità. La Sezione remittente era impegnata a dare una risposta al ricorso di un segretario comunale e presidente dell'Unione dei Comuni, indagato per concussione continuata.

La difesa contestava la scelta del tribunale di respingere la richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere, che era stata applicata all'indagato dallo stesso tribunale, in seguito all'appello della pubblica accusa, contro l'ordinanza del Gip. Per il ricorrente la misura non aveva efficacia, perché imposta senza l'interrogatorio previsto dall'articolo 294 del Codice di rito penale.

Un passaggio che andava fatto perché l'udienza camerale davanti al Tribunale della libertà non equivale ad un giudizio di cognizione piena, visto che i diritti della difesa e il "patrimonio conoscitivo del giudice sono limitati". I giudici del rinvio danno conto di orientamenti opposti. Secondo una prima tesi l'interrogatorio non sarebbe necessario, in quanto il provvedimento emesso in sede di appello cautelare è preceduto dall'instaurazione di un contraddittorio pieno, finalizzato ad approfondire prima tutti i temi dell'azione cautelare, anche attraverso i contributi forniti dalla difesa.

Un principio di segno opposto afferma invece la necessità dell'interrogatorio di garanzia della persona sottoposta alla misura, a meno che non sia già iniziato il dibattimento. E in caso di mancata celebrazione la misura cautelare perde efficacia. La sezione remittente, propende, con il supporto delle sentenze della Consulta, per la necessità dell'interrogatorio, soprattutto per la sua funzione difensiva. Ma l'ultima parola spetta alle Sezioni unite.

 

 

 

 

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