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Modena. Sognalib(e)ro presenta "Il treno dei bambini" in carcere PDF Stampa
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comune.modena.it, 15 gennaio 2020


Venerdì 24 gennaio alla Casa circondariale Sant'anna. Partecipano l'autrice, Viola Ardone, e Bruno Ventavoli, giornalista direttore dell'inserto "Tuttolibri" del quotidiano "La Stampa" e direttore del Premio letterario nazionale per le carceri Sognalib(e)ro. Iniziativa promossa dal Comune di Modena in collaborazione con la Direzione generale del Ministero della Giustizia - Dipartimento amministrazione penitenziaria, Giunti editore, e con il sostegno di Bper Banca.

Viola Ardone è nata a Napoli nel 1974, è insegnante di latino e italiano al liceo e scrittrice. Ha pubblicato La ricetta del cuore in subbuglio (2013) e Una rivoluzione sentimentale (2016) entrambi editi da Salani. Il suo ultimo libro è Il treno dei bambini (Einaudi, 2019), in corso di traduzione in ben 25 lingue. Il romanzo racconta una storia commovente ispirata ai "Treni della felicità" (come li chiamò l'allora sindaco di Modena Alfeo Corassori) grazie ai quali nel secondo dopoguerra quasi settantamila bambini provenienti dalle zone più povere dell'Italia meridionale ebbero un'occasione per riscattarsi da fame e analfabetismo, accolti da famiglie in Emilia. È il 1946, infatti, quando Amerigo, dieci anni e occhi che hanno visto troppe cose, lascia il suo rione di Napoli per salire su un treno. Assieme a migliaia di coetanei del Sud attraversa la penisola e trascorre alcuni mesi in una famiglia di Modena, dove il Partito Comunista ha creato una rete di solidarietà per strappare i bambini alla miseria.

Bruno Ventavoli è il giornalista responsabile dell'inserto "Tuttolibri" del quotidiano "La Stampa", traduttore dall'ungherese, vive e lavora a Torino. È autore di gialli ambientati ora in ambito mitologico, ora nelle periferie delle grandi città dell'Italia del nord, tra pornografia, prostituzione, immigrazione clandestina e nuova tratta degli schiavi, animando trame ben congegnate con una scrittura briosa e immaginifica, ricca di metafore sorprendenti. In "Al diavolo la celebrità" ha ricostruito la carriera cinematografica di Stefano Vanzian, in arte Steno.

Sognalib(e)ro. Il premio letterario nazionale per le carceri nasce con l'obiettivo di promuovere lettura e scrittura negli istituti penitenziari dimostrando che possono essere strumento di riabilitazione, principio sancito dalla Costituzione.

La finalità di Sognalib(e)ro è promuovere lettura e scrittura nelle carceri come strumento di riabilitazione, dando espressione compiuta all'articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana. Di particolare rilievo umano, culturale e sociale, il progetto consiste in un concorso letterario che prevede l'assegnazione di due premi, uno a un'opera letteraria valutata e votata dai detenuti, l'altro a un elaborato prodotto dai detenuti stessi, che potrà, essere pubblicato da Giunti editore.

Per la seconda edizione del premio sono stati individuati dal ministero della Giustizia 16 istituti, dove sono attivi laboratori di lettura o di scrittura creativi: la Casa Circondariale di Torino Lorusso e Cotugno, quella di Modena, la Casa di Reclusione di Milano Opera, quelle di Pisa, Brindisi, Verona, Saluzzo, Trento, Pescara, Firenze Sollicciano, Napoli Poggioreale, Sassari, Paola, Ravenna; quelle femminili di Roma Rebibbia e Pozzuoli.

Come già nell'edizione 2018, il premio si articola in due sezioni. Nella Sezione Narrativa italiana (che comprende anche il Premio speciale Bper Banca), una giuria popolare composta dagli aderenti ai gruppi di lettura degli Istituti attribuisce il premio valutando il migliore di una rosa di tre romanzi: La straniera di Claudia Durastanti (La nave di Teseo, 2019); Fedeltà di Marco Missiroli (Einaudi, 2019); Le assaggiatrici di Rosella Postorino (Feltrinelli, 2018).

La Giuria è composta da gruppi di detenuti in ogni istituto. Ogni componente dovrà esprimere la preferenza attribuendo 3 punti al libro migliore, 2 al secondo e 1 punto al terzo. Ogni gruppo è seguito da un operatore incaricato, che raccolti i voti della giuria interna (sono stati complessivamente oltre 100 i lettori votanti) li trasmette al Comune di Modena.

Tutti i voti trasmessi riferiti alla medesima opera, sommati determinano il vincitore. Il premio consiste nell'invio di titoli scelti dall'autore a tutti gli Istituti partecipanti, accrescendo così il loro patrimonio librario. Lo scrittore vincitore, inoltre, potrà presentare il proprio libro nelle carceri partecipanti.

Nella sezione Inedito, invece, una giuria di esperti presieduta da Bruno Ventavoli e composta dal disegnatore satirico Makkox, con gli scrittori Barbara Baraldi e Paolo di Paolo affiancati da Antonio Franchini, editor Giunti, attribuirà il premio a un'opera inedita (romanzo, racconto, poesia) prodotta da detenuti o detenute sul tema "Ho fatto un sogno...".

La giuria sceglierà a maggioranza il miglior testo (tra i 62 presentati) esprimendo la valutazione con un giudizio sintetico. Il premio consiste nella donazione di libri alla biblioteca del carcere dove è recluso il vincitore, da parte della editrice Giunti.

Qualora i testi vincitori possiedano le caratteristiche necessarie, saranno pubblicati dalla medesima casa editrice in un'antologia tematica. Il Comune di Modena si riserva ulteriori iniziative di divulgazione dei testi in concorso, come pubblicarli con casa editrice civica digitale il "Dondolo", diretta da Beppe Cottafavi).

La partecipazione al Premio è stata aperta ai cittadini italiani e stranieri, comunitari ed extracomunitari, senza limiti di età, attualmente detenuti negli istituti penitenziari individuati dal Ministero della Giustizia. A ogni detenuto è stato consentito partecipare a una o a entrambe le sezioni. La serata finale di Sognalib(e)ro con le premiazioni e la partecipazione dell'autore o dell'autrice vincitori si svolgerà a Modena il 20 febbraio al Teatro dei Segni in via San Giovanni Bosco 150, a cura di Bruno Ventavoli e del Teatro dei Venti.

In programma la lettura pubblica delle riflessioni e dei commenti dei detenuti che hanno votato le opere in concorso; la cerimonia di premiazione dei partecipanti alle due sezioni; la presentazione dello studio scenico sull'Odissea, realizzato dal Teatro dei Venti con alcuni degli attori detenuti della Casa Circondariale di Modena e della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia.

 

 

 

 

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