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Migranti. Il progetto di Lamorgese per cambiare l'accoglienza PDF Stampa
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di Alessandra Ziniti


La Repubblica, 15 gennaio 2020

 

"Ampliare le categorie di permessi umanitari". La ministra dell'Interno studia modifiche al decreto sicurezza per evitare che a giugno migliaia di persone finiscano in strada. Ampliare le tipologie di protezione umanitaria per evitare che a giugno migliaia di migranti perdano il diritto all'accoglienza e finiscano in strada.

È questa la strada che la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese intende percorrere, con un'ulteriore modifica al decreto sicurezza (anticipata da Repubblica) che riguarda i tagli all'accoglienza da cui al momento vengono messi fuori coloro che sono titolari di protezione umanitaria e ovviamente tutti quelli (la maggioranza) che non si vedranno rinnovare il permesso alla prima scadenza.

Intervenendo a "Otto e mezzo", la ministra dell'Interno ha detto:" "Va ampliata la categoria dei permessi umanitari per evitare quanto stava per succedere a dicembre, ovvero che chi era senza permesso finisse per strada. Oltre a recepire i punti indicati dal presidente della Repubblica - ha spiegato Lamorgese - va fatto anche un discorso più complessivo. Come permessi umanitari eravamo arrivati al 28 per cento contro il 3-4 per cento di altri Paesi ma limitare al massimo questa forma di protezione non va bene".

Come anticipato da Repubblica, non si arriverà ad un ripristino della protezione umanitaria (abolita di fatto dal primo decreto sicurezza) ma gli uffici legislativi del Viminale stanno ipotizzando ulteriori forme di protezione speciale, oltre a quelle che hanno sostituito l'umanitaria, in modo da potere aumentare la percentuale di persone da proteggere, a cominciare da quelle che hanno già un permesso in scadenza e che dunque (dopo la proroga di sei mesi concessa dal Viminale grazie a fondi europei) a giugno dovrebbero lasciare le strutture di seconda accoglienza in cui sono ospitate.

La ministra dell'Interno chiede al governo maggiore coraggio: " Può fare ancora tanto ma serve coraggio. Se si crede in un progetto, anche se le scelte non sono sempre condivise bisogna avere il coraggio di portarlo avanti". E su Salvini: " In quanto ministri nessuno di noi è sottratto o può sottrarsi alle leggi vigenti. Come ex ministro va davanti al Tribunale dei ministri e lì si decide se deve essere processato o meno".

Lamorgese dice anche di temere che l'instabilità in Libia possa portare ad una ripresa dei flussi migratori: "La preoccupazione esiste. Un Paese instabile come è ora la Libia può avere grandi ripercussioni sull'entità dei flussi migratori. Non è possibile far numeri, ma certamente sono numeri consistenti. Bisogna lavorare ad una soluzione politica a livello europeo, in questo senso la Conferenza di Berlino può fare tanto".

 

 

 

 

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