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Criteri di valutazione della richiesta di rimpatrio di minore sottratto illecitamente PDF Stampa
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Il Sole 24 Ore, 14 gennaio 2020


Famiglia - Potestà dei genitori - Illecita sottrazione minore - Richiesta rimpatrio - Provvedimento -Valutazione del giudice - Criteri. In tema di sottrazione internazionale del minore, il giudice, cui sia stato richiesto di emettere un provvedimento di rientro nello Stato di residenza del minore illecitamente sottratto, nell'accertare se sussista il fondato rischio, per il minore, di essere esposto, per il fatto del suo rientro, a pericoli psichici, o comunque di trovarsi in una situazione intollerabile (ai sensi dell'art. 13, primo comma, lettera b, della Convenzione de L'Aja 25 ottobre 1980, resa esecutiva con la legge di autorizzazione alla ratifica 15 gennaio 1994, n. 64), deve attenersi ad un criterio di rigorosa interpretazione della portata della condizione ostativa al rientro, sicché egli non può dar peso al mero trauma psicologico o alla semplice sofferenza morale per il distacco dal genitore autore della sottrazione abusiva, a meno che tali inconvenienti non raggiungano il grado - richiesto dalla citata norma convenzionale - del pericolo psichico o della effettiva intollerabilità da parte del minore.

• Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 11 dicembre 2019 n. 32411.

 

Famiglia e minori - Rimpatrio minore illecitamente trattenuto da un genitore - Inidoneità genitore affidatario - Tutela del minore. Il giudice, cui sia richiesto di emettere un provvedimento di rientro nello Stato di residenza del minore illecitamente trattenuto da un genitore, può tener conto delle attitudini educative del genitore affidatario, in quanto l'inidoneità a garantire adeguate condizioni, anche materiali, di accudimento dei minori è circostanza che li espone a rischi fisici o psichici, tanto più quando il padre si disinteressa della figlia come nel caso in esame.

• Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 5 ottobre 2011 n. 20365.

 

Famiglia - Potestà dei genitori - Illecita sottrazione internazionale di minori - Convenzione de l'aja 25 ottobre 1980 - Domanda di rientro - Indagine sulla possibile migliore sistemazione del minore presso il familiare "abductor" - Ammissibilità - Esclusione - Conseguenze. In tema di illecita sottrazione internazionale di minori, ai sensi della Convenzione de L'Aja 25 ottobre 1980, il giudizio sulla domanda di rimpatrio non investe il merito della controversia relativa alla migliore sistemazione possibile del minore; cosicché tale domanda può essere respinta, nel superiore interesse del minore, solo in presenza di una delle circostanze ostative indicate dagli artt. 12, 13 e 20 della Convenzione, fra le quali non è compresa alcuna controindicazione di carattere comparativo che non assurga - nella valutazione di esclusiva competenza del giudice di merito - al rango di vero e proprio rischio, derivante dal rientro, di esposizione a pericoli fisici e psichici o ad una situazione intollerabile.

• Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 7 marzo 2007 n. 5236.

 

Famiglia - Potestà dei genitori - Illecita sottrazione internazionale di minore - Convenzione de l'Aja 25 ottobre 1980 - Opposizione del minore al ritorno - Carattere vincolante ai fini delle determinazioni dell'autorità giudiziaria - Esclusione - Fattispecie. In tema di illecita sottrazione internazionale del minore da parte di un genitore, a norma dell'art. 13, secondo comma, della Convenzione de L'Aja 25 ottobre 1980 (resa esecutiva con la legge 15 gennaio 1994, n. 64), ai fini della pronuncia di rifiuto di ordine di ritorno del minore, l'autorità giudiziaria, pur considerando il minore sufficientemente maturo, non è vincolata dalla volontà del minore stesso che abbia espresso un parere contrario al ritorno, ma conserva al riguardo un potere discrezionale di valutazione, che esclude qualsiasi automatismo. (Enunciando il principio di cui in massima, la S.C. ha confermato il decreto del tribunale per i minorenni che, in accoglimento del ricorso proposto dal pubblico ministero, aveva ordinato il ritorno del minore in Argentina, con ripristino della situazione di affidamento congiunto ad entrambi i genitori; e ciò, avendo i giudici di merito accertato che il bambino aveva espresso sì il desiderio di rimanere in Italia, dove il padre si era nel frattempo trasferito con la nuova consorte, ma che tale desiderio non si traduceva in una opposizione o rifiuto al ritorno in Argentina, rimanendo quindi a livello di un semplice orientamento; e avendo gli stessi giudice ritenuto, in questo quadro, non superabile l'illegittimità dell'azione di trattenimento posta in essere dal padre).

• Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 27 aprile 2004 n. 8000.

 

 

 

 

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