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Verbania. Quando la periferia rinasce con l'aiuto dei detenuti PDF Stampa
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di Beatrice Archesso


La Stampa, 14 gennaio 2020

 

A metà tra atelier, caffè e circolo culturale, Verbania ha aperto la "Caffetteria di quartiere", con un'impronta sociale. Alla base c'è un progetto di riqualificazione di un rione di Intra - la Sassonia - che nonostante non sia lontano dal centro ha sempre vissuto ai margini, circondato da case popolari. La Caffetteria, allestita in una delle sedi del museo civico, chiamato "del Paesaggio", mira a ridare colore al quartiere facendo lavorare chi non ha avuto troppa fortuna: ragazzi con disabilità al bancone, ma anche emarginati ed ex detenuti.

Per i prodotti si punta al biologico e in particolare al commercio equo solidale. Insomma, scelte forse poco azzeccate dal punto di vista economico ma redditizie sul piano sociale. Dietro le quinte ci sono due cooperative: Divieto di sosta (forte di una precedente esperienza di successo, la "Banda biscotti", con l'impiego di detenuti) e Il Sogno.

La "Caffetteria di quartiere" ha a lato un centro espositivo, per eventi e residenze artistiche. L'allestimento è costato 200 mila euro. È però il contenuto immateriale che valorizza il progetto. "Faremo - conferma Carlo Rocchietti, direttore del Sogno - inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Di quattro dipendenti, due sono di profilo "fragile"". Aggiunge il sindaco di Verbania Silvia Marchionini: "Portare in un quartiere con serie problematiche sociali creatività e vicinanza alle persone va nell'ottica del "vivere bene".

 

 

 

 

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