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Bologna. Piccoli in carcere e ora cuochi PDF Stampa
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di Paolo Foschini


Corriere della Sera, 14 gennaio 2020

 

Apre al pubblico a Bologna l'Osteria "Brigata del Pratello". Primo ristorante in Europa realizzato in un istituto minorile. Otto ragazzi tra cucina e tavoli, li guida lo chef della Fortitudo

La prima serata aperta al pubblico sarà tra dieci giorni, il 24 gennaio, e i posti sono già esauriti da tempo. Esauriti anche quelli per la seconda e la terza: per chiedere un tavolo bisogna cliccare su "prima data utile".

Del resto anche l'inaugurazione-anteprima riservata qualche settimana fa a cinquanta invitati, tra i quali il ministro della giustizia Alfonso Bonafede e il cardinale Matteo Maria Zuppi, era stata un successo. È l'Osteria Brigata del Pratello. Ristorante realizzato nel carcere minorile di Bologna, appunto nella centrale via del Pratello che per chi è bolognese rappresenta non solo un monito tradizionale delle famiglie ("Guarda che se non ti metti a rigar dritto finisci in via del Portello!") ma anche una delle più note strade di osterie della città: una dopo l'altra.

Adesso, al numero civico 34, ci sarà anche questa. Un po'particolare perché il suo portone, di solito, è comunque chiuso. Non il primo ristorante carcerario in assoluto, stante la precedenza dell'ormai famoso "InGalera" attivo da anni nell'istituto milanese di Bollate e recensito persino dal New York Times.

Ma il primo avviato in un carcere per minorenni, questo sì. Primo in Italia e in Europa. Con l'obiettivo di costruire una formazione professionale e dare prospettive di una vita diritta a ragazzi che pur avendo imboccato una strada storta sono comunque ancora giovani: la ricetta sta nell'intervenire prima che il trascorrere degli anni renda sempre più complicato il proposito di raddrizzarla. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione del Monte.

La sua realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione tra Istituto minorile e Fomal, la Fondazione Madonna del Lavoro nata come Opera religiosa nel 1949 a San Giovanni in Persiceto per l'intuizione di una suora, Nazarena Vecchi, che a quell'epoca voleva soprattutto dare un mestiere alle tante vedove e madri e figlie disoccupate del dopoguerra. Oggi la Fondazione è diventata un punto di riferimento formativo nel campo della ristorazione. E per il progetto legato ai ragazzi del Pratello si vale (anche) della disponibilità dello chef Mirko Gadignani, cuoco del Bologna calcio e della Fortitudo basket.

"Ci stavamo pensando e lavorando da dieci anni - ha detto all'inaugurazione - e finalmente adesso è una realtà". Con lui un altro chef, Alberto Di Pasqua, e Fabrizio Calati come maître. Il carcere in questione dipende dal Centro giustizia minorile per l'Emilia Romagna, che ha sede nello stesso complesso e nel suo insieme si occupa non solo di minori a partire dai 14 anni ma anche di "giovani adulti" (così tecnicamente chiamati) fino a 21 anni che abbiano commesso reati prima dei 18.

A lavorare per l'Osteria sono fino a otto, a rotazione: metà come aiuto cuochi e metà in sala. D direttore dell'istituto Alfonso Paggiarino ha riportato alcuni dei pensieri che hanno scritto dopo l'inaugurazione: "Ho scoperto una passione che pensavo di non avere"; "finalmente ho la possibilità di imparare un mestiere e di trovarne uno quando uscirò", "non è solo cucina ma anche sapersi relazionare con i compagni di lavoro".

Ma quello del reinserimento lavorativo è solo uno dei due obiettivi del progetto. L'altro lo ricorda Giusella Finocchiaro, presidente della Fondazione del Monte: "Si tratta di creare una occasione di contatto affinché anche i cittadini possano rendersi consapevoli di realtà che riguardano tutti".

Di qui l'importanza delle cene "aperte" che inizieranno tra dieci giorni. "Chi viene a cena - sottolinea Beatrice Draghetti, presidente di Fornai - contribuisce alla formazione personale e professionale dei ragazzi al pari dei loro maestri in cucina. Ma anche perla città di Bologna la nostra Osteria sarà un luogo denso di significato, da frequentare per sostenere la sfida educativa dei giovani, nella convinzione che ogni persona può sempre ripartire per realizzare il personale progetto di crescita e autonomia.

Le cene saranno occasione anche per conoscere da vicino le varie attività che Istituzioni, associazioni e realtà di volontariato promuovono all'interno del carcere". La sala è stata ricavata in un corridoio dell'antico chiostro del monastero quattrocentesco che oggi ospita l'Istituto.

Le cene aperte al pubblico iniziano alle 20 e si concludono entro le 22,30. Per prenotare bisogna andare sul sito brigatadelpratello.it e cuccare su "prenotazioni", muovendosi con un certo anticipo perché ovviamente si tratta di un ingresso in carcere che richiede una procedura: e l'iter ha bisogno dei suoi tempi.

 

 

 

 

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