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Decreto Salvini, norma da cancellare: 4mila euro di multa a chi protesta per il lavoro perso PDF Stampa
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di Patrizio Gonnella


L'Espresso, 5 gennaio 2020

 

Elena e Margherita hanno rispettivamente diciassette e diciotto anni. Studiano a Firenze. Lo scorso ottobre hanno avuto l'ardire di partecipare a una manifestazione di lavoratori a Prato solidarizzando con quegli operai che lamentavano il mancato pagamento del loro stipendio per ben lunghi sette mesi.

Poco prima di Natale il Questore ha loro recapitato un bel regalo per le feste, ossia quattro mila euro di multa per ciascuna delle due ragazze ritenute colpevoli di avere violato una norma del decreto sicurezza bis fortemente voluto dall'ex ministro degli Interni Matteo Salvini.

Si tratta di una norma che di fatto criminalizza il dissenso, punendo chi per ragioni di protesta organizza o pratica un blocco stradale. Insieme a loro anche gli operai sono stati multati, così oltre a non ricevere stipendio e tredicesima ora dovranno pagare anche un'ammenda elevata, e forse, insostenibile.

Dunque sarebbe bella cosa se accadessero in sequenza le seguenti tre cose, una di seguito all'altra: 1) che ragazze e operai siano aiutati da tutti noi a pagare le multe subite (pare che non avessero invaso un'autostrada ma una strada di ridotto scorrimento).

Girano in rete meritorie offerte di solidarietà; sarebbe un segnale straordinario se gli italiani si facessero carico di questi operai e di queste studentesse che stavano protestando anche per tutti noi; 2) che lavoratori e operai affascinati dalle parole di Matteo Salvini gli voltino le spalle e si rendano conto che il loro nemico non è l'immigrato. Quest'ultimo è un finto facile bersaglio voluto da chi alimenta ad arte odio e paura.

Ogni restrizione di libertà agli stranieri nel nome di una presunta sicurezza riduce la libertà di tutti, anche degli italianissimi operai; 3) che il Governo cancelli tutte le norme odiose presenti nei due decreti sicurezza, partendo dalle osservazioni del presidente Sergio Mattarella. La sicurezza è una cosa seria. Quella propagandata nei due decreti Salvini non è un'offerta di sicurezza ma un attacco alle libertà individuali. In questo caso sotto attacco è finita la libertà di dissenso.

 

 

 

 

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