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In carcere la pasionaria no Tav, il Pg Saluzzo: "Critiche legittime ma infondate" PDF Stampa
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di Giovanna Favro

 

La Stampa, 1 gennaio 2020

 

"La signora Dosio - scrive il magistrato - ha avuto molte possibilità di scelta, decisioni, esclusivamente sue, che le avrebbero consentito di non espiare la pena in prigione". È stato personalmente emesso dal procuratore generale del Piemonte, Francesco Saluzzo, il provvedimento di revoca della sospensione dell'esecuzione della pena nei confronti di Nicoletta Dosio, la pasionaria No Tav in carcere da ieri sera, 30 dicembre, per espiare una condanna definitiva ad un anno di reclusione per una protesta del 2012. Ed è stato lo stesso Saluzzo a ordinare che la 73enne (ritratta nella foto al momento dell'udienza di convalida dell'arresto) venisse condotta in carcere. A ripercorrere la vicenda giudiziaria relativa alla donna, in una nota, è il procuratore generale. Saluzzo definisce "legittime" le critiche nei confronti del provvedimento, ma le ritiene "infondate e inappropriate".

"La signora Dosio ha avuto molte possibilità di scelta, decisioni, esclusivamente sue, che, come per ogni altro condannato in situazione simile, le avrebbe consentito di non espiare la pena in carcere", ricorda il procuratore generale. Dopo la sospensione dell'ordine di esecuzione, la professoressa di Greco ha avuto trenta giorni per chiedere una delle misure alternative previste dall'ordinamento. "Non lo ha fatto - osserva Saluzzo -; anzi, ha pubblicamente 'proclamato' di non avere alcuna intenzione di presentare istanze". Nonostante lo scadere del termine, la Procura generale, "in considerazione dell'età e della misura della pena", ha aperto alla possibilità della detenzione domiciliare, "pur tenendo conto dei precedenti della condanna".

Durante il processo la Dosio "ha spesso violato gli arresti domiciliari per continuare a compiere azioni dimostrative davanti alla caserma dei carabinieri". "Tanto che il procuratore della Repubblica dell'epoca - ricorda Saluzzo - aveva chiesto la revoca della misura". Una richiesta respinta sia dal Gip che dal tribunale del Riesame. "Ieri il mio Ufficio ha preso conoscenza del provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Torino, che decideva di non ammettere la signora Dosio al regime della detenzione nel domicilio - conclude Saluzzo - proprio in ragione di quello che sarebbe stato il comportamento della signora, annunciato e pubblicizzato. Di qui la mia decisione".

I no tav intanto anche stamane si fanno sentire protestando contro l'arresto. Oggi in molte città d'Italia - da Torino a Genova, Bologna, Milano, Roma e Napoli - sono previsti presìdi e manifestazioni per dimostrare all'ex professoressa che durante la detenzione non sarà lasciata sola. In Val di Susa il movimento No-Tav sta inoltre organizzando una fiaccolata per domani sera a Bussoleno, con partenza alle 18 dai pressi del locale La Credenza, dove in passato Nicoletta Dosio aveva stabilito la propria dimora durante un periodo di arresti domiciliari.

Come già in occasione di precedenti fermi di esponenti del popolo No-Tav il corteo del primo giorno del nuovo anno si snoderà per le vie del paese valsusino con bandiere e striscioni. Lo slogan scelto è "Nicoletta non sei sola! Libertà per i No-Tav". In queste ore, intanto, anche l'amministrazione cittadina - vicina al movimento contro la Torino-Lione - ha espresso solidarietà via Facebook alla "pasionaria" finita in carcere dopo aver rifiutato le misure alternative in seguito alla recente condanna.

 

 

 

 

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