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Mattarella, il discorso di fine anno e l'appello al senso civico degli italiani PDF Stampa
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di Marzio Breda

 

Corriere della Sera, 1 gennaio 2020

 

Tra i temi affrontati dal Presidente della Repubblica la coesione nazionale e il valore dell'identità italiana. Prigionieri come siamo della retorica del declino, è ormai divenuta proverbiale l'immagine secondo cui l'"io" degli italiani - in quanto popolo - è spesso vacillante per carenza di autostima.

Tutto vero, anche se qualcosa sta cambiando, e non solo dal punto di vista del morale. È il presidente della Repubblica a cogliere il segnale e a rilanciarlo per dare coraggio alla gente, testimoniando che "c'è un Paese, spesso silenzioso, che non ha mai smesso di darsi da fare", nonostante tutto. Ne è testimone lui stesso, lo ha verificato tappa dopo tappa nei suoi viaggi attraverso la penisola. E su questa constatazione ha deciso di far leva nel messaggio di fine anno, per dare coraggio alla gente, giocando su un doppio livello di lettura.

Da un lato ha evocato il fattore impalpabile ma decisivo che si riassume nella parola "fiducia", e lo ha indicato come precondizione per una ripartenza di un Paese che ha in sé le risorse per uno scatto. Dall'altro lato ha citato "la cultura della responsabilità", da sviluppare coinvolgendo tutti: partiti, istituzioni, cittadini, imprese. Elementi che, in questo schema binario, Mattarella ha associato ai due fronti estremi della società: i giovani (sui quali investire per il futuro) e gli anziani (che sono una risorsa e non un peso), uniti nell'esortazione alle istituzioni in modo che rafforzino la democrazia tenendo viva "una speranza ragionevole".

Ed è curioso che abbia sillabato quest'ultima parola, quasi per stigmatizzare una politica fatta di annunci e narrazioni mirabolanti. Altri temi che hanno a che fare con il presente confuso e incerto che stiamo vivendo, il capo dello Stato li ha esplorati richiamandosi al senso civico e alla solidarietà, più presenti di quanto si crede ("la vera Italia è altruista") la questione dell'ambiente e quella di certe barbarie che passano attraverso i social. Qualcuno magari recriminerà che c'era poca politica, nel messaggio di Mattarella per chiudere il 2019.

Del resto ne aveva parlato a metà dicembre, nel rituale discorso alle Alte Cariche dello Stato. Mentre il suo saluto augurale di ieri sera era rivolto alle famiglie ed evidentemente non gli era parso il caso di avvilirle riproponendo, sia pur per censurarli, elementi di un dibattito pubblico di grande confusione e pochezza. Il suo, del resto, non era un discorso "sulle nuvole", perché l'Italia che ha raccontato per flash esiste davvero. Anche se non ha voce.

 

 

 

 

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