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Prescrizione all'ultima curva. La Camera voterà a dicembre PDF Stampa
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di Wanda Marra


Il Fatto Quotidiano, 22 novembre 2019

 

Chiesta l'urgenza per la proposta di Costa (Fi). Il Pd, senza un accordo, potrebbe dire sì. La proposta di legge di Enrico Costa per abrogare la norma che - a partire dal primo gennaio 2020 - elimina la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, potrebbe arrivare in aula alla Camera in dicembre. Di certo arriverà un voto sull'urgenza di questa proposta: se passa, Montecitorio si esprimerà prima dell'entrata in vigore della norma Bonafede.

Enrico Costa, l'autore della proposta, ha depositato la dichiarazione d'urgenza a nome del gruppo Forza Italia - Berlusconi. Dunque, il 27 novembre la conferenza dei capigruppo dovrà votare su tale urgenza. E se non ci sarà l'unanimità, come è probabile, toccherà all'aula di Montecitorio esprimersi sull'urgenza a sua volta. Se passa, la legge si vota l'11 dicembre. Come dice lo stesso Costa, "il Pd dovrà decidere da che parte stare".

L'accelerazione di Forza Italia arriva dopo il vertice di martedì notte sulla giustizia, finito con un muro contro muro tra il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, che non ha alcuna intenzione di tornare indietro sulla prescrizione e i Dem, che chiedono di rimandare l'entrata in vigore della norma, senza garanzie sulla durata dei processi. Se la maggioranza non trova un accordo politico, l'aula si troverà a esprimersi comunque sulla questione.

Il Pd minaccia di votare la proposta Costa. Che in questo momento, dunque, funziona come un'arma di pressione sui 5Stelle. Ieri sui giornali italiani sono andati all'attacco dello stop alla prescrizione quelli che per ilPd stanno seguendo il dossier: Alfredo Bazoli, Michele Bordo, Andrea Giorgis, Franco Vazio. Mentre Andrea Orlando è intervenuto prima su Repubblica e poi sull'Huffington nel pomeriggio: "Senza un accordo su come accelerare il processo, diventa inevitabile il rinvio della legge di Bonafede sulla prescrizione. Se la prescrizione viene bloccata dopo la sentenza di primo grado, lo Stato si deve assumere l'onere di garantire ai cittadini tempi certi del processo", ha detto l'ex Guardasigilli.

E poi, ancora: "Si sapeva che c'erano difficoltà e si stanno facendo delle proposte che mirano a ridurre le distanze. E credo che sia interesse di Bonafede trovare un accordo, altrimenti in aula quel punto sarà cambiato inevitabilmente".

Ma "non salterà il governo", assicura. Sarà. Stefano Ceccanti, Base Riformista, per dire, è un po' meno convinto sul punto: "Il terreno più esplosivo nella maggioranza resta quello della giustizia. È evidente che se il ministro Bonafede insiste sulla non negoziabilità dell'entrata in vigore del blocco della prescrizione dopo il primo grado, varata a suo tempo dal precedente governo, il governo rischia".

Lo stesso Costa, però, denuncia: "Il Pd abbaia ma non morde. Minaccia tuoni e fulmini sulla prescrizione, ma è destinato a calare le braghe accucciandosi ai piedi di Bonafede. Gli esponenti del Pd, visto che il Guardasigilli terrà duro, si accontenteranno di qualche pannicello caldo per dimostrare di esistere, e non otterranno nessun rinvio".

Una visione interessante. Quanto realistica? Difficile capirlo a questo punto della storia. Quello che è vero è che il Pd sta cercando di convincere il ministro della Giustizia a introdurre una variabile, nel secondo grado di giudizio: ovvero introdurre un termine indipendente dalla prescrizione, oltre il quale il processo si estingue.

Il tentativo, insomma, è quello di introdurre un limite massimo alla durata dei processi. Il Pd sta ragionando anche su diversi termini per diverse tipologie di reato. E sarebbe pronto a rinunciare allo sconto di pena davanti a processi che durano troppo, un'altra delle proposte fatta durante il vertice.

Finora Bonafede ha detto di no. E ha proposto per gli assolti in primo grado una corsia preferenziale in appello e una più facile agevolazione per la possibilità di accedere all'indennizzo, che già esiste, qualora ci sia uno sforamento dei termini". Il Pd ha detto no. Chilo sa se la minaccia della legge cambierà qualche equilibrio?

 

 

 

 

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