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Palermo. Si è suicidato l'ex capo dei Gip, Cesare Vincenti PDF Stampa
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di Francesco Patanè


La Repubblica , 22 novembre 2019

 

L'avvocato: "L'indagine su di lui non c'entra, era depresso". Il giudice, da pochi mesi in pensione, era indagato a Caltanissetta per la fuga di notizie a vantaggio dell'ex patron rosanero Zamparini. Il giudice Cesare Vincenti, ex presidente dell'ufficio del gip di Palermo, si è suicidato lanciandosi da una finestra del palazzo in cui abitava, in via Rapisardi.

La notizia ha gettato nello sconforto tutto il palazzo di giustizia: dai colleghi gip ai magistrati della procura, ai giudici del tribunale e della corte d'appello. Solidarietà e vicinanza alla famiglia arriva anche dall'Ordine degli avvocati.

Vincenti era andato in pensione il 19 giugno con un enorme peso sul cuore. Una settimana prima la casa del magistrato era stata perquisita nell'ambito di un'indagine della procura di Caltanissetta. Vincenti aveva ricevuto un avviso di garanzia per una fuga di notizie relative alla richiesta di misure cautelari nei confronti di Maurizio Zamparini, ex patron del Palermo calcio, e per una presunta corruzione legata al figlio Andrea (anche lui indagato), messo a capo del comitato etico della fallita Us Città di Palermo creato dall'ex presidente rosanero Giovanni Giammarva.

Sull'indagine la procura nissena mantiene il più stretto riserbo, ma da quanto è filtrato nei mesi scorsi i pm sospettavano che Vincenti avesse anche fatto pressioni su un giudice civile di Palermo, sollecitandolo a firmare subito un provvedimento che riguardava una vendita immobiliare cui era interessato il figlio.

Cesare Vincenti era andato in pensione il 19 giugno scorso, così come previsto da tempo. Due settimane fa aveva organizzato una festa di commiato per il suo pensionamento al palazzo di giustizia. Alla cerimonia aveva partecipato però solo il personale amministrativo del suo ufficio.

Il giudice soffriva di depressione da oltre un anno ed era seguito da uno specialista. L'avvocato Paolo Grillo, a nome di tutta la famiglia, ha sottolineato che "l'indagine di Caltanissetta che lo riguardava non ha avuto alcun peso nella decisione del presidente. Era sereno e sicuro di essere innocente, esattamente come il figlio Andrea".

Le indagini sul suicidio sono affidate ai carabinieri della compagnia San Lorenzo, coordinati dal sostituto procuratore Federica La Chioma. Subito dopo la tragedia, sono arrivati in via Rapisardi il procuratore Francesco Lo Voi, il questore Renato Cortese e il capo della squadra mobile Rodolfo Ruperti. Presenti anche il comandante provinciale dei carabinieri Arturo Guarino e il comandante del reparto operativo Mauro Carrozzo.

Il pm nelle prossime ore deciderà se disporre l'autopsia. I carabinieri hanno acquisito le immagini dell'impianto di videosorveglianza del palazzo. Vincenti, che abitava al terzo piano, si sarebbe buttato dal pianerottolo del quinto piano da una finestra del vano scale che dà sul parcheggio interno.

La Camera Penale di Palermo ricorda il presidente Cesare Vincenti, avendone apprezzato il tratto signorile ed il ruolo di terzietà del giudice, rispettoso di tutte le parti del processo ed esprime il proprio cordoglio ai suoi cari congiunti, "non sottacendo che questo evento costituisce la conseguenza di un perverso circuito mediatico-giudiziario che travolge vita e affetti senza alcun discernimento.

L'ex capo dei Gip suicida era indagato per corruzione e violazione di notizie riservate. "Il principio costituzionale di non colpevolezza, unico strumento di contrasto alla gogna mediatica, è un segno di civiltà che deve essere richiamato e ribadito in momenti drammatici come questo - dicono i penalisti - Una tragedia che si consuma subito dopo il trentennale della scomparsa di Sciascia, che della nostra terra contemporanea ha saputo evidenziarne tratti, contraddizioni e crudeltà".

 

 

 

 

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