Sabato 07 Dicembre 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Salerno. Malore in carcere poi la morte all'Ospedale "Ruggi", tre medici a processo PDF Stampa
Condividi

di Viviana De Vita


Il Mattino, 22 novembre 2019

 

Il detenuto aveva dolori addominali, i sanitari: "Solo una colica". Ma era una perforazione intestinale. L'?accusa: omicidio colposo. Si trasforma in processo la tragedia nella quale nell'aprile 2018, perse la vita il 50enne di Angri Aniello Bruno detenuto a Fuorni e deceduto nel reparto di rianimazione del Ruggi per un'ischemia acuta intestinale.

A deciderlo, ieri, è stato il gup del tribunale di Salerno Ubaldo Perrotta che, all'esito dell'udienza preliminare, ha rinviato a giudizio tre medici del carcere e uno del pronto soccorso del nosocomio di via San Leonardo accusati tutti di omicidio colposo in relazione alla morte del 50enne.

Dovranno presentarsi davanti ai giudici per il processo tre medici della Casa circondariale e il medico operante al pronto soccorso dell'ospedale cittadino. Si sono invece già costituiti parte civile, con l'avvocato Pierluigi Spadafora, i familiari del detenuto.

La vicenda risale alla primavera dello scorso anno quando il 50enne, recluso in una cella del carcere di Fuorni, cominciò a stare male e le sue condizioni sembravano aggravarsi sempre più con continui episodi di vomito. Nonostante ciò, nessuno dei sanitari interni al carcere, prescrisse adeguati esami per accertare le reali cause del suo malessere. Solo dopo dieci lunghi giorni nel corso dei quali le condizioni del 50enne peggiorarono sempre più, i sanitari della casa circondariale predisposero il trasferimento del detenuto al nosocomio di via San Leonardo.

Giunto al pronto soccorso, è anche in questa fase che la Procura individua colpe ed omissioni, il detenuto fu visitato dal medico Giuseppe De Nicola che, sottovalutando la sintomatologia del paziente, concluse con una diagnosi di una banale colica renale e lo dimise facendolo tornare in cella. Al rientro in carcere, però, le sue condizioni peggiorarono ulteriormente tanto che durante un colloquio con la moglie, non sarebbe riuscito più a parlare dai dolori, preferendo tornare in cella. Solo tre ore dopo i sanitari del carcere predisposero un nuovo trasporto in ospedale. Qui immediatamente drammatiche apparvero le sue condizioni. Il paziente fu operato d'urgenza per una perforazione dell'intestino. Ma non servì a salvarlo

 

 

 

 

06


06

 

06

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it