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Russia. Giornalisti "agenti stranieri", sì della Duma alla nuova legge PDF Stampa
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di Giuseppe Agliastro


La Stampa, 22 novembre 2019

 

Il Cremlino si prepara a infliggere un altro duro colpo alla libertà di stampa, in Russia già spesso calpestata. La Duma ha infatti approvato ieri in via definitiva degli emendamenti alla legge sui media che potrebbero presto permettere alle autorità russe di bollare blogger e giornalisti con l'infamante etichetta di "agente straniero".

Il progetto è stato sostenuto in aula da 311 deputati, solo quattro si sono astenuti e, come spesso avviene alla Duma, nessuno ha votato contro. Ora, per diventare legge, il provvedimento dovrà passare dal Senato e quindi dalla scrivania di Putin. Gli emendamenti proposti prevedono che una persona che partecipa alla creazione di notizie per testate inserite nella lista nera degli agenti stranieri o ricevendo denaro dall'estero possa essere a sua volta riconosciuto come "agente straniero" e costretto a presentarsi come tale al suo pubblico.

Ma questa definizione, che tanto ricorda quella di "spia", potrà essere affibbiata a chiunque diffonda queste informazioni. In pratica si tratta di una nuova spada di Damocle non solo per i giornalisti ma anche per gli utenti dei social media. Le proteste internazionali Il rappresentante dell'Osce per la libertà dei media, Harlem Désir, ha invitato i parlamentari russi a bocciare la proposta. "Potrebbe avere un effetto spaventoso sui giornalisti e sui blogger, sugli esperti e su altri individui che pubblicano informazioni, soprattutto online", ha denunciato Désir.

Una ferma condanna è giunta anche da Amnesty International, Reporter senza frontiere e altre Ong per la difesa dei diritti umani, che hanno definito il progetto "un ulteriore passo verso la limitazione dei media liberi e indipendenti". Quello che il Cremlino ha in mente è di estendere anche ai singoli individui una legge che ha già suscitato tanta indignazione a livello internazionale.

Questa norma, varata nel 2012 dopo un'ondata di proteste anti-Putin, dà al governo il potere di marcare come "agenti stranieri" le organizzazioni che ricevono fondi dall'estero e sono impegnate in "attività politiche". Si tratta di una definizione ampia e porosa che consente di fatto al Cremlino di colpire qualunque ente reputi fastidioso costringendolo a severi controlli e a volte alla chiusura. Dal 2017 anche le testate giornalistiche possono finire nella black-list e un mese fa il bollino è toccato al Fondo Anticorruzione di Aleksey Navalny, il più carismatico degli oppositori di Putin.

 

 

 

 

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