Martedì 10 Dicembre 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

"Un modello di giustizia fondato sul dialogo" PDF Stampa
Condividi

di Carlo Marroni

 

Il Sole 24 Ore, 21 novembre 2019

 

Papa Francesco sta cercando di mettere a punto una piattaforma di princìpi che coniughi l'agire morale con la sostenibilità economica perché "la persona fragile, vulnerabile, si trova indifesa davanti agli interessi del mercato divinizzato, diventati regola assoluta".

Quando il mercato diventa una divinità intoccabile è la democrazia stessa a essere a rischio. E innesca il meccanismo perverso della "irrazionalità punitiva", un male da estirpare dentro le società democratiche. L'agenda economica di Papa Francesco si arricchisce di elementi nuovi e costruisce una cornice giuridica attorno al messaggio pastorale di un sistema economico inclusivo e sostenibile, che ribalti la deriva dell'usa e getta, dello scarto, non solo alimentare, ma anche umano.

Negli ultimi giorni (e lo farà anche nel viaggio in Tailandia e Giappone, in corso) è tornato sui temi sociali, ed è chiaro come Bergoglio stia stringendo sull'agenda, facendone un vero e proprio "manifesto" in progressione, per il summit di Assisi del marzo 2020, che avrà l'obiettivo di riscrivere una grammatica economica inclusiva.

L'obiettivo, che diventa sempre più chiaro via via che passa il tempo, non è solo ribadire i capisaldi della Dottrina sociale della Chiesa, declinati dal Papa nei vari documenti fondanti del pontificato - Evangelii gaudium, Laudato si' e Oeconomicae et pecuniariae quaestiones - ma creare una piattaforma originale di princìpi che possa essere non solo buona e giusta, ma anche economicamente sostenibile. Nei giorni scorsi Francesco ha parlato agli oltre seicento partecipanti al XX congresso mondiale dell'Associazione internazionale di diritto penale, sul tema "Criminal Justice and Corporate Business" - guidati da Paola Severino, vicepresidente della Luiss e presidente dell'Aidp gruppo italiano - con un articolato discorso destinato a lasciare una traccia nella dottrina giuridica.

"La persona fragile, vulnerabile, si trova indifesa davanti agli interessi del mercato divinizzato, diventati regola assoluta. Oggi, alcuni settori economici esercitano più potere che gli stessi Stati: una realtà che risulta ancora più evidente in tempi di globalizzazione del capitale speculativo. Il principio di massimizzazione del profitto, isolato da ogni altra considerazione, conduce a un modello di esclusione che infierisce con violenza su coloro che patiscono nel presente i suoi costi sociali ed economici, mentre si condannano le generazioni future a pagarne i costi ambientali.

La prima cosa che dovrebbero chiedersi i giuristi oggi è che cosa poter fare con il proprio sapere per contrastare questo fenomeno, che mette a rischio le istituzioni democratiche e lo stesso sviluppo dell'umanità", ha detto il Papa. Che su questo tracciato è andato oltre: "In concreto, la sfida presente per ogni penalista è quella di contenere l'irrazionalità punitiva, che si manifesta, tra l'altro, in reclusioni di massa, affollamento e torture nelle prigioni, arbitrio e abusi delle forze di sicurezza, espansione dell'ambito della penalità, la criminalizzazione della protesta sociale, l'abuso della reclusione preventiva e il ripudio delle più elementari garanzie penali e processuali".

Ai giuristi Bergoglio ha chiesto di lavorare nella direzione di "una giustizia penale restaurativa" visto che le società "sono chiamate ad avanzare verso un modello di giustizia fondato sul dialogo, sull'incontro". Ecco la saldatura tra l'ingiustizia del sistema economico che produce la progressiva marginalizzazione e la reazione punitiva di chi detiene il monopolio della forza. E il pensiero qui va a quanto sta accadendo in molte parti del mondo, proteste di piazza macchiate di sangue che Bergoglio non può citare: Cile, Libano e Iran, per non parlare di Hotig Kong, solo per ricordare le più eclatanti di questi giorni. "Una delle maggiori sfide attuali della scienza penale è il superamento della visione idealistica che assimila il dover essere alla realtà.

L'imposizione di una sanzione non può giustificarsi moralmente con la pretesa capacità di rafforzare la fiducia nel sistema normativo e nella aspettativa che ogni individuo assuma un ruolo nella società e si comporti secondo ciò che da lui ci si attende". In qualche modo con l'incontro di Roma il Papa arruola nel percorso di ripensamento alla radici delle scienze economiche applicate anche i giuristi (penali, in questo caso) e Paola Severino accoglie l'invito: "Serve una giustizia che sia umanizzatrice e riconciliatrice" e che abbia una costante attenzione al carcere, consentendo "il possibile e pieno recupero del condannato all'interno della comunità di riferimento".

Parole sulla linea della pastorale papale, e che riportano rapidamente al cuore del "manifesto", il danno sociale dei delitti economici. "Una delle frequenti omissioni del diritto penale, conseguenza della selettività sanzionatoria, è la scarsa o nulla attenzione che ricevono i delitti dei più potenti, in particolare la macro-delinquenza delle corporazioni. Il capitale finanziario globale è all'origine di gravi delitti non solo contro la proprietà ma anche contro le persone e l'ambiente. Si tratta di criminalità organizzata responsabile, tra l'altro, del sovra-indebitamento degli Stati e del saccheggio delle risorse naturali del nostro pianeta".

Quindi il diritto penale non può rimanere estraneo a condotte in cui, approfittando di situazioni asimmetriche, si sfrutta una posizione dominante a scapito del benessere collettivo: "Questo succede, per esempio, quando si provoca la diminuzione artificiale dei prezzi dei titoli di debito pubblico, tramite la speculazione, senza preoccuparsi che ciò influenzi o aggravi la situazione economica di intere nazioni. Si tratta di delitti che hanno la gravità di crimini contro l'umanità, quando conducono alla fame, alla miseria, alla migrazione forzata e alla morte per malattie evitabili, al disastro ambientale e all'etnocidio dei popoli indigeni".

Un diritto penale, quindi, dinamico verso uno scenario nuovo dell'economia globale, che deve al suo interno sviluppare modelli economici più equi "che consentano a ogni persona di avere parte delle risorse di questo mondo e di poter realizzare le proprie potenzialità", ha detto ai membri del Consiglio per un capitalismo inclusivo - iniziativa nata all'interno del dicastero dello Sviluppo umano integrale, guidato dal cardinale Peter Turkson - tra cui anche l'imprenditore umbro Brunello Cucinelli, coinvolto con la sua azienda di Borgo di Solomeo in "Percorsi Assisi", scuola di economia che due mesi fa è stata un po' il preludio del grande incontro del prossimo marzo.

"Uno sguardo alla storia recente, in particolare alla crisi finanziaria del 2oo8, ci mostra che un sistema economico sano non può essere basato su profitti a breve termine a spese di uno sviluppo e di investimenti produttivi, sostenibili e socialmente responsabili a lungo termine", ha ribadito Francesco. "L'aumento dei livelli di povertà su scala globale testimonia che la disuguaglianza prevale su un'integrazione armoniosa di persone e nazioni. È necessario e urgente un sistema economico giusto, affidabile e in grado di rispondere alle sfide più radicali che l'umanità e il pianeta si trovano ad affrontare".

Bergoglio ha ricordato che "l'attività imprenditoriale è una nobile vocazione orientata a produrre ricchezza e a migliorare il mondo per tutti", ma anche che "il vero sviluppo non può limitarsi alla sola crescita economica, ma deve favorire la promozione di ogni uomo e di tutto l'uomo".

Questo significa "molto di più che far quadrare i bilanci, migliorare le infrastrutture o offrire una più ampia varietà di beni di consumo. Comporta piuttosto un rinnovamento, una purificazione e un rafforzamento di validi modelli economici basati sulla nostra personale conversione e generosità nei confronti dei bisognosi. Un sistema economico privo di preoccupazioni etiche non conduce a un ordine sociale più giusto, ma porta invece a una cultura "usa e getta" dei consumi e dei rifiuti".

 

 

 

 

06


06

 

06

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it