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In 18 mesi 12.000 minori dati in affido. Bonafede: "Niente allarmi, ma noi vigiliamo" PDF Stampa
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di Simona Musco

 

Il Dubbio, 21 novembre 2019

 

I risultati della squadra speciale del ministero della Giustizia. Parla il Guardasigilli: "Nessuno può insinuare che non ci sia volontà di parlare di questi argomenti. Per la prima volta c'è qualcuno che toglie la benda allo Stato". È la "prima volta" che "lo Stato si toglie la benda che ha avuto finora e apre gli occhi per guardare a 360 gradi la situazione". Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, affermando che "sul tema degli affidi la maggioranza politica che oggi è al governo ha la massima concentrazione".

"In un momento in cui qualcuno osa insinuare che non ci sia volontà di parlare di queste tematiche, cancelliamo questo dubbio: la maggioranza politica ha concentrazione massima non solo per parlarne, ma anche per agire concretamente, tutti uniti e compatti". Quello del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sembra quasi una manovra per compattare la maggioranza, dopo gli scossoni degli ultimi giorni e in risposta a chi, fino a ieri, era al governo.

Il pretesto, con due settimane di anticipo sulla tabella di marcia, viene dal "Caso Bibbiano", con i primi risultati della Task Force voluta dal ministero per monitorare il sistema degli affidi. E i numeri grezzi della fase uno - per la "prima volta" in cui "lo Stato si toglie la benda" -, per quanto freddi "non sono allarmanti", assicura Bonafede: nel periodo dal primo gennaio 2018 al 30 giugno 2019, i minori allontanati dai propri genitori sono stati, complessivamente, 12.338, circa 23 al giorno, su un totale di 9,8 milioni di bambini e adolescenti, dei quali 1540, poi, conclusi con un rientro nella famiglia d'origine, ovvero il 12,5%.

Numeri, al momento, privi di valutazione qualitativa: "dobbiamo capire le condizioni di disagio sociale - ha sottolineato il guardasigilli. Ma è la prima volta che il ministero ha la possibilità di avere questi dati". Ma cosa dice l'indagine circa i fatti dell'inchiesta "Angeli e Demoni"? E 12.338 affidi sono troppi o pochi? Impossibile, al momento, rispondere, giura il ministro.

Ma un dato certo, dall'Emilia Romagna, viene dato dal presidente del tribunale dei minori di Bologna: nello stesso periodo monitorato dal ministero, in Emilia gli allontanamenti sono stati 249 e di questi circa la metà dei ragazzi sono rientrati in famiglia. "Numeri bassissimi", ha commentato il giudice Giuseppe Spadaro.

Il monitoraggio ha consentito di verificare anche la natura degli stessi affidamenti: 8.722 sono stati disposti da un tribunale, mentre la parte restante dagli altri uffici. E il collocamento in comunità dipende dalla mancanza di famiglie disposte ad accoglierli o su precisa richiesta degli stessi minori, in particolare gli adolescenti. Dati che arrivano da un monitoraggio su 213 uffici su 224, ossia il 95% del totale. Negli stessi 18 mesi, inoltre, sono state 5.173 le ispezioni ordinarie o straordinarie effettuate negli istituti di assistenza pubblici o privati, ossia a circa 9 al giorno.

"La squadra si era data compiti importanti e ambiziosi - ha spiegato Bonafede - ovvero il monitoraggio dell'applicazione della normativa, la raccolta di proposte e la creazione di una banca data nazionale degli affidi". Un monitoraggio che rischiava di essere interrotto dalla crisi di governo, "la mia più grande paura", ha confidato Bonafede.

Ma il ministro è riuscito a concludere ieri la fase uno, restituendo intanto l'entità del fenomeno. "Non agiamo per allarmare qualcuno", anzi, "non è un dato allarmante ha spiegato -. Vogliamo, semmai, tranquillizzare i cittadini, dicendo che c'è una maggioranza politica che concentra l'attenzione, per la prima volta, proprio sui bambini, per garantire un sistema che protegge bambini e famiglie". Le criticità riguardano l'eterogeneità delle esperienze e lo spezzettamento del percorso del minore, che risulta, così, non sempre sotto controllo.

La fase due sarà perciò caratterizzata da un lavoro di riflessione sui numeri, sullo sviluppo della banca dati e sullo studio di nuove possibili linee d'azione per rendere l'attuazione delle leggi omogenea. "È necessario prevedere un termine di scadenza dell'affidamento, salvo proroghe, con un monitoraggio semestrale ha aggiunto. Serve una revisione della disciplina dei collocamenti, con una tempestiva valutazione da parte del tribunale dei minori e un protocollo normativo peri provvedimenti d'urgenza che non tolga il controllo allo Stato in nome dell'emergenza".

 

 

 

 

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