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Trento. Dall'infanzia al carcere, la storia di Aziz in un libro PDF Stampa
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di Tommaso Di Giannantonio


Corriere del Trentino, 10 novembre 2019

 

Il riscatto di un detenuto di Spini. Pusher e analfabeta, oggi è diventato scrittore. Quando è entrato in carcere per la prima volta per scontare una pena di otto anni per spaccio e sequestro di persona, Abdelaaziz Aamri, cittadino marocchino, era un analfabeta che non sapeva parlare l'italiano.

Oggi, a distanza di quattro anni dal suo primo giorno in cella, Aziz ha conseguito il diploma di scuola media e ha pubblicato una raccolta di racconti. Una storia di riscatto sociale che lunedì mattina sarà al centro di un convegno multidisciplinare al Teatro San Marco di Trento: "Mai più qui. La forza di ricominciare". Insieme a giornalisti, giuristi, diplomatici e spirituali, sarà presente anche Aziz, che ha ricevuto per l'occasione un permesso speciale dalla casa circondariale di Spini di Gardolo.

Prima di arrivare in Trentino, il detenuto marocchino, quarantatreenne, si era già messo in gioco nel carcere di Venezia-Santa Maria Maggiore con l'associazione di volontariato "Pesce di pace". Ogni giorno, per sei mesi, aveva incontrato la volontaria, nonché giornalista, Nadia De Lazzari per tradurre in varie lingue - dall'arabo all'italiano, dal francese allo spagnolo - messaggi di fraternità scritti da bambini della scuola elementare.

Dopo il trasferimento a Trento, Aziz ha poi conseguito il diploma e ha avuto un altro incontro importante con il padre Fabrizio Forti, anima della "mensa della Provvidenza" dei Cappuccini e cappellano nel carcere di Spini, scomparso tre anni fa a causa di un malore. A lui, al frate di Gardolo che ha riempito di speranza il detenuto marocchino, credente musulmano, è stato dedicato il progetto "Mai più qui. La forza di ricominciare", ideato da Nadia De Lazzari.

La stessa che ha spinto Aziz a scrivere una raccolta di racconti sulla sua vita: dall'infanzia al carcere. Il libro - che si può trovare nel convento di Santa Croce alla Spalliera dei padri Cappuccini - è stato stampato in mille copie, tutte autofinanziate dal detenuto con i risparmi della sua paga dell'amministrazione penitenziaria.

Nel corso del seminario di lunedì, tra l'altro, saranno insieme per la prima volta - a testimonianza del dialogo interreligioso come prospettiva di coesione sociale - l'arcivescovo di Trento Lauro Tisi, il rabbino capo della comunità ebraica di Verona e Vicenza Yosef Labi e l'imam della comunità religiosa islamica italiana Abd Allah Mikail Mocci.

 

 

 

 

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