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Gran Bretagna. Julian Assange rischia di morire in prigione: l'accusa del padre PDF Stampa
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di Silvia Morosi


Corriere della Sera, 9 novembre 2019

 

Il fondatore di WikiLeaks rischia fino a 175 anni di reclusione. "È molto magro e decisamente depresso", ha dichiarato John Shipton, parlando con i giornalisti a Ginevra. John Shipton, padre di Julian Assange, accusato di spionaggio da Washington e minacciato di estradizione negli Stati Uniti, ha dichiarato da Ginevra che il figlio "potrebbe morire in prigione".

Come riporta France24, infatti, Shipton ha raccontato ai giornalisti di aver visto suo figlio "molto magro e depresso". Il fondatore di WikiLeaks rischia fino a 175 anni di reclusione negli Usa ("Sono in gioco 175 anni della mia vita", aveva commentato Assange, ndr.), accusato da Washington di aver messo in pericolo alcune fonti quando nel 2010 furono pubblicati 250mila cablogrammi diplomatici e circa 500mila documenti riservati sulle attività dell'esercito americano in Iraq e in Afghanistan. Si deciderà in 5 udienze a partire dal 25 febbraio 2020 il verdetto di primo grado sulla contestata richiesta di estradizione dalla Gran Bretagna agli Usa. "Morirà in prigione dopo nove anni di "persecuzione" per aver osato rivelare "crimini di guerra" negli Stati Uniti", ha aggiunto Shipton, sottolineando: "Questa non è l'amara delusione di un padre, questo è semplicemente un fatto".

Il padre: "Uno scandalo" - Il fondatore australiano di Wikileaks è detenuto in una prigione di Londra da quando ad aprile è stato arrestato dalla polizia britannica all'ambasciata dell'Ecuador, dove si era rifugiato nel 2012. Shipton ha detto che non è giusto condannare qualcuno per aver rivelato dei crimini: "In tutti i Paesi che conosco, in Svezia, nel Regno Unito, in Australia e negli Stati Uniti, è un crimine nascondere dei crimini. Non puoi essere gettato in prigione per averli denunciati. È uno scandalo".

Onu: "Torture psicologiche su Assange" - Già una settimana fa Nils Melzer - relatore dell'Onu sulla tortura - aveva espresso preoccupazione per lo stato di salute di Assange: "La sua vita è in pericolo. Continua ad essere detenuto in un carcere di massima sicurezza, in condizioni di sorveglianza e isolamento estreme e non giustificate, mostra tutti i sintomi tipici di un'esposizione prolungata alla tortura psicologica. È necessario, dunque, che il governo britannico lo liberi immediatamente per proteggere la sua salute e la sua dignità. È inoltre da escludere la sua estradizione negli Usa". Attaccando: "È recluso dall'11 aprile scorso, mentre i responsabili dei crimini da lui denunciati continuano a beneficiare dell'impunità".

 

 

 

 

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