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Migranti. Monito di Mattarella all'Europa: "Agisca o sarà travolta" PDF Stampa
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di Marco Conti


Il Messaggero, 12 ottobre 2019

 

"Tutti i problemi di carattere militare, di politica estera, economico, finanziario, ambientale, sono tutti risolvibili con l'attività di grandi soggetti e se l'Europa non diventa, sotto tutti i profili, un grande soggetto difficilmente avrà influenza". Ad Atene si ritrovano tredici capi di Stato europei e Sergio Mattarella lancia l'allarme per il futuro incerto dell'Unione e per un'Europa che sembra aver smarrito il principio di solidarietà "per affrontare unita l'emergenza immigrazione" come le sfide economiche e sociali o ciò che sta accadendo in Siria.

"Dobbiamo insieme costruire strumenti adeguati per una gestione comune e sostenibile del fenomeno migratorio - sostiene il Capo dello Stato - evitando la rimozione del problema o il tirarsene fuori, perché questo esporrebbe l'Europa nei prossimi decenni ad essere travolta dal fenomeno stesso". Con coraggio e un parlar chiaro, Mattarella invita i presenti ad "una gestione comune" del fenomeno perché "se non è governato, diventerà una condizione che travolge il continente". "Salvare le vite umane e cancellare l'ignobile fenomeno del traffico di esseri umani" che "per le nostre coscienze, è un costante rimprovero".

Mattarella parla davanti anche ai colleghi dei paesi di Visegrad ai quali ricorda che "se l'Unione si riducesse ad una comunità di interessi, il legame che la tiene insieme non reggerebbe a lungo". In politica estera l'Ue si sta confermando "marginale, come la crisi siriana sta in queste ore dimostrando": "I protagonisti sono altri ma - osserva - le conseguenze cadono sull'Europa". Mattarella ricorda anche l'intesa raggiunta a Malta spiegando che ora la rotta con maggiori flussi è quella orientale, "ma per questo occorre una gestione comune".

Ma se Germania, Portogallo e Grecia hanno condiviso la visione solidale, fino a lodare il ruolo dell'Italia, il nord Europa ha confermato quanto siano ampie le distanze. A tentare di dare lezioni i presidenti di Ungheria, Polonia e Lettonia zittiti però dal padrone di casa, il greco Prokopis Paulopoulos: "Voi non capite che cosa significa avere il mare, avere dei confini di mare".

 

 

 

 

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