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Giustizia, avanti sulla riforma PDF Stampa
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di Nadia Pietrafitta


Il Tempo, 11 ottobre 2019

 

Incontro tra Bonafede e una delegazione Dem. Resta il nodo prescrizione. Avanti con la riforma del processo civile e di quello penale, con l'obiettivo di dimezzare i tempi, nonostante sia ancora lontana l'intesa sulla prescrizione.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede incontra alla Camera una delegazione Pd per cercare un'intesa, ma - nonostante la condivisione degli obiettivi - i nodi da sciogliere retano sul tavolo. Lo stop delle lancette dei processi dopo la sentenza di primo grado continua a non convincere i dem. La proposta, allora, è quella di procedere con i due disegni di legge delega che riguardano i tempi del processo civile e penale, valutare gli effetti della riforma e, in base alla sua attuazione, riaprire il capitolo prescrizione, magari vincolandone lo stop proprio alla durata dei provvedimenti. Il Guardasigilli continua a professare ottimismo.

"Dopo questo incontro penso ancora più di prima che ci sono dei margini di convergenza importanti per una riforma coraggiosa e ambiziosa per accelerare i tempi dei processi - dice. Loro sulla prescrizione rimangono della loro idea e io ne ho un'altra. Ci stiamo concentrando sulle cose su cui andiamo d'accordo".

Il faccia a faccia, chiesto dal Pd per presentare a Bonafede le proposte dem, aveva anche rischiato di inclinare gli equilibri all'interno della maggioranza. Con Liberi e uguali che aveva fatto trapelare "irritazione" per "quello che è stato definito vertice di maggioranza e che in realtà è una ennesima riunione di due sole forze della maggioranza di Governo".

Il Guardasigilli chiarisce che l'incontro è stato richiesto dal Pd, presenti il sottosegretario Andrea Giorgis e la rappresentante Giustizia della segreteria Roberta Pinotti e il clima torna tranquillo. Anzi, è proprio grazie a una proposta "forte" che arriverà nelle prossime ore da Pietro Grasso che potrebbe invece sciogliersi l'altro punto di distanza tra gli alleati.

L'ex presidente del Senato, infatti, lavora a una riforma del sistema di elezione dei componenti del Csm che esclude il sorteggio, che l'ex presidente del Senato reputa incostituzionale. Bonafede apre: il sorteggio "non è un modo che per me è cruciale, l'obiettivo è combattere e cancellare le degenerazioni del correntismo e su questo ci siamo trovati d'accordo. Sono disposto a lavorare su un sistema elettorale che possa eliminare il più possibile quelle degenerazioni".

 

 

 

 

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