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Prescrizione lunga, dubbi anche nei 5Stelle: rinviamo PDF Stampa
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di Emilio Pucci


Il Messaggero, 11 ottobre 2019

 

Clima di dialogo, volontà di superare gli ostacoli ma nel merito zero passi avanti. Sulla riforma della prescrizione Pd e Bonafede restano sulle proprie posizioni. Nell'incontro tra la delegazione dem e il Guardasigilli tenutosi ieri alla Camera è stata fatta una ricognizione su tutti i capisaldi della riforma della giustizia ma il nodo più controverso non è stato sciolto. Nonostante il muro contro muro c'è l'intenzione del ministro di portare la riforma della giustizia in una dell prossime riunioni del Consiglio dei ministri. "Fate presto le vostre valutazioni. Non possiamo più rinviare", l'input di Bonafede.

E se il partito del Nazareno - pur prendendo tempo - non alza (per ora) lo scontro, sono i renziani a far sapere di voler salire sulle barricate. "Pensare di portare a compimento una riforma della giustizia in due mesi è un'utopia. Non vogliamo porcate, meglio che il ministro si fermi e rinvii di un anno l'entrata in vigore della riforma della prescrizione", la linea di Italia viva. "Dovrebbe capire che il governo è cambiato ma siamo allo stesso punto di partenza. E noi non siamo la Lega", l'alt di un altro big del nuovo gruppo.

Renzi ai suoi ha spiegato di non voler essere un problema per il governo. Tuttavia di fronte al "prendere o lasciare" i fedelissimi del senatore di Firenze hanno già deciso quale strada percorrere. L'invito al responsabile di via Arenula è di fare autonomamente un passo indietro. Un ragionamento che sta maturando anche in una larga parte del Movimento 5 stelle. Soprattutto tra chi è preoccupato che la giustizia possa essere l'elemento divisivo e mandare in tilt esecutivo e maggioranza.

"Con una legge di bilancio aperta è impensabile correre sulla giustizia. Prima o poi lo capirà anche Bonafede", spiega uno dei big dell'ala ortodossa del Movimento. I fedelissimi di Di Maio non la pensano così. Anzi il capo politico M5s un paio di giorni fa è stato tranchant: "Senza i numeri della maggioranza ci saranno conseguenze".

Proprio per evitare un dialogo tra sordi i dem non hanno lanciato alcun aut aut. "Con la riforma della giustizia il problema dell'allungamento dei processi non ci sarà più", ha spiegato ieri nuovamente Bonafede alla Pinotti, responsabile giustizia del partito, al sottosegretario Giorgis e ai capigruppo delle commissioni di Camera e Senato.

Ripetendo di fatto ai dem gli stessi ragionamenti fatti nel vertice di maggioranza della settimana scorsa. Senza per il momento prendere in considerazione un piano B. Neanche compromessi come quello di una norma di salvaguardia che i dem vorrebbero inserire in una legge delega per far sì che ci sia la garanzia sul dimezzamento dei tempi processuali.

Facendo di nuovo correre i termini della prescrizione qualora i tre gradi di giudizio dovessero andare oltre i quattro o cinque anni. Anzi pubblicamente Bonafede si è detto soddisfatto dell'incontro: "Sono ancora più convinto che ci siano ampi margini di convergenza", ha sottolineato ai giornalisti. Su prescrizione, intercettazioni e riforma del sistema di elezione del Consiglio della magistratura "resta ad oggi una distanza evidente", ha spiegato il capogruppo dem in Commissione Giustizia alla Camera Bazoli.

Una nota del partito del Nazareno ha sottolineato come l'esito del vertice sia stato interlocutorio. Il sistema del sorteggio per la composizione del Csm non è un tabù per Bonafede ma anche su questo punto non è stata trovata una soluzione. "C'è il rischio che la norma sia anticostituzionale", la linea dem. Anche se entrambe le parti ritengono la riforma della giustizia "una priorità politica" la strada per un'intesa appare in salita.

"Siamo convinti della necessità della riforma, ma non si può certo comprimere il dialogo", afferma il renziano Cucca. In Leu ci sono due linee: l'ex presidente del Senato, Grasso è più vicino alle posizioni di Bonafede, altri invece a quelle del Pd. La questione saraà presto sul tavolo del Consiglio dei ministri. Lo ha assicurato Bonafede, ma è anche l'auspicio della capogruppo di Italia viva Boschi secondo la quale "va aperta una discussione su tutto". La strategia è quella di far capire al presidente del Consiglio Conte che è sbagliato tirare la corda e che sarebbe meglio approfondire il tema.

"Se si va avanti con la riforma della giustizia senza un'intesa sulla prescrizione i numeri non ci saranno", la convinzione di diversi big dem. E mentre la rappresentanza della magistratura aspetta una convocazione del Guardasigilli in Parlamento l'opposizione è pronta alla guerra. "Più Bonafede è ottimista più siamo preoccupati", dice l'azzurro Costa. "È una pazzia parlare di abolizione della prescrizione: si allungheranno i tempi dei processi e non si trarrà nessun beneficio", rilancia il leghista Morrone.

 

 

 

 

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