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Csm. Addio sorteggio, la riforma Bonafede perde il primo pezzo PDF Stampa
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di Giuseppe Salvaggiulo


La Stampa, 11 ottobre 2019

 

Il primo vertice era andato male, tanto da rendere necessario l'intervento del premier Giuseppe Conte per evitare che la carovana giallorossa deragliasse sulla giustizia al primo chilometro. Quello di ieri tra il ministro M5S Alfonso Bonafede e la delegazione Pd - Giorgis, Pinotti, Bazoli - lascia i partecipanti "meno pessimisti".

Clima collaborativo, pregiudizi smussati. Il Pd ha smontato il primo e ingombrante pezzo della riforma concepita dallo stesso ministro e abortita vigente l'era grillo-leghista (era di luglio). Il sorteggio per l'elezione dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura non è più sul tavolo.

Tecnicamente pasticciato, costituzionalmente pericolante, politicamente insostenibile. Non solo perché avversato da tutta la magistratura (compresa quella più ascoltata dal M5S) e dall'avvocatura, ma anche per il goffo e controproducente endorsement renziano. Il Pd ha avuto gioco facile e lo stesso Bonafede non ha alcun interesse a sbattere contro un muro a braccetto di Renzi.

Meglio ripiegare sulla riforma della legge elettorale per il Csm, probabilmente con liste aperte e collegi territoriali. Rinviata a tempi migliori la questione intercettazioni, il nodo più stretto resta il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, che entrerà in vigore il 1° gennaio e contro cui i penalisti sciopereranno dal 21 al 25 ottobre. Inizialmente il Pd puntava a un decreto ad hoc per rinviarla. Bonafede non sente ragione: non può permettere al Pd di sradicare la bandierina che era riuscito a piantare in faccia alla Lega.

Il vertice di ieri ha avvicinato gli interlocutori, posto che gli effetti della riforma della prescrizione si produrranno non prima di 4/5 anni. Da un lato il Pd ha accettato di non cancellarla; dall'altro Bonafede ha dato disponibilità a valutarne un'applicazione meno rigida per processi di durata irragionevole per motivi che prescindono dagli imputati.

Tutto ciò senza ansia di riformare processi penali e civili entro due mesi, come proclamato finora. Nei prossimi giorni nuovo vertice con LeU e Italia Viva. In caso di accordo, la bozza tornerà in Consiglio dei ministri. Rivista, corretta e spacchettata.

 

 

 

 

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