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Padova. "Fine pena mai", sono dieci i detenuti con l'ergastolo ostativo PDF Stampa
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di Renato Piva


Corriere del Veneto, 11 ottobre 2019

 

"Non mi va di inchiodare una persona a quel che era trent'anni fa. Credo sia giusto che uno possa prendere le distanze da quel che era, anche senza collaborare. Un boss non resta un boss per sempre, anche se non collabora". La Corte europea dei diritti umani ha chiesto all'Italia di rivedere le proprie norme in materia di ergastolo ostativo, la pena che prevede la reclusione a vita e l'assenza totale di benefici per il detenuto.

Ornella Favero, direttore di Ristretti Orizzonti, rivista di cultura e informazione dal carcere, redazione all'interno del Due Palazzi, struttura di massima sicurezza alle porte di Padova, non ha timori a schierarsi con la sentenza europea.

Senza dimenticare, fatto non secondario, come i giudici dell'Unione abbiano risposto a un'istanza curata proprio da un legale veneto, Antonella Mascia, avvocato veronese che ha curato il ricorso contro la prigione sine die del condannato per mafia Marcello Viola, intervistato ieri dal Corriere del Veneto, Favero aggiunge una nota di sostanza: "Parliamo del fatto che i magistrati tornano (quando e se l'Italia modificherà le proprie norme, ndr) ad avere facoltà di decidere se una persona ha fatto o meno un determinato percorso e se è pericolosa socialmente oppure no...".

La sentenza di Strasburgo, insomma, non spalanca autostrade di libertà ai boss: di mezzo c'è un ritocco legislativo tutto da fare (tempi non brevi, se si conferma l'italian style) e il filtro della magistratura, che, al netto dei venti di propaganda e, certamente, di qualche umana scivolata, con gli ergastolani è "storicamente" selettivo.

Per restare al Veneto, solo la Casa di reclusione di Padova accoglie attualmente detenuti in regime di ergastolo ostativo: sono una decina, cifra spuria causa filtro burocratico e oggettive difficoltà contabili. Vicenza attende per novembre 36 detenuti ad Alta Sicurezza.

Facile che il gruppo comprenda dei "fine pena mai" ma si parla di futuro. Ad oggi, dato del ministero della Giustizia aggiornato al 31 agosto, il Veneto ospita 71 ergastolani, di cui 11 stranieri. La popolazione carceraria di casa nostra tocca (dato al 31 luglio) tocca quota 2401. Nel primo semestre dell'anno i detenuti hanno ottenuto in tutto 559 permessi.

 

 

 

 

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