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Misure cautelari: la Pec inviata dalla cancellaria non sana l'impugnazione irrituale PDF Stampa
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di Patrizia Maciocchi

 

Il Sole 24 Ore, 10 ottobre 2019

 

Corte di cassazione - sezione VI - Sentenza 9 ottobre 2019 n. 41283. Nel processo penale l'impugnazione contro la misura della custodia cautelare in carcere, proposta irritualmente, non può essere sanata con la trasmissione a mezzo Pec dalla cancelleria del tribunale che ha ricevuto l'atto, al tribunale competente. La Cassazione, con la sentenza 41283, respinge così il ricorso di un indagato per reati di traffico di stupefacenti nell'ambito di un'associazione criminale di stampo mafioso. I giudici ricordano che la possibilità di usare la Pec, in un atto di parte come l'impugnazione è esclusa in caso di trasmissione, a cura della cancelleria dell'ufficio giudiziario presso il quale questa è stata depositata. Se così non fosse, precisano i giudici, la cancelleria dell'ufficio giudiziario si sostituirebbe alla parte nell'esercizio di una facoltà che è negata alla parte stessa. Un paletto giustificato in assenza di una infrastruttura digitale in grado di assicurare la ricezione e la conoscenza, nel rispetto dei termini processuali, da parte della cancelleria che ha emesso il provvedimento impugnato e quindi del giudice.

Tempi e modi nell'invio con la Pec sono affidati a fattori casuali e indeterminati, primo fra tutti, chiarisce la Suprema corte, la stampa del file a cura della cancelleria ricevente. Elementi che sono in contrasto con il principio di tassatività e inderogabilità delle forme per presentare le impugnazioni.

La Cassazione precisa che il principio affermato non è in contrasto con altre decisioni prese su materie diverse, come il giudizio di convalida delle misure disposte per disordini in caso di manifestazioni sportive (sentenza 11475/2018) o isolate pronunce in tema di deposito di istanza di rinvio del dibattimento per legittimo impedimento (sentenza 47427/2014).

Differenze che derivano dal "tema" trattato relativo a procedure per le quali non sono previste specifiche modalità di deposito degli atti in cancelleria, o inerenti a istanze che, anche se irrituali, sono state tempestivamente conosciute dal giudice. Materie fuori dal raggio d'azione della tassatività delle forme di deposito diversamente dalle impugnazioni.

 

 

 

 

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