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Valida l'espulsione comunicata con copia conforme del decreto prefettizio PDF Stampa
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Il Sole 24 Ore, 10 ottobre 2019

 

Stranieri - Espulsione - Consegna copia conforme del decreto di espulsione - Validità - Consegna in carta libera - Nullità dell'espulsione. E' valida l'espulsione comunicata all'espellendo mediante copia conforme del decreto prefettizio purché sulla copia consegnata sussista la certificazione di conformità apposta dal funzionario di polizia addetto all'ufficio depositario dell'atto e autorizzato all'autenticazione a norma dell'art. 14 legge n. 15 del 1968. Sussiste al contrario radicale vizio di nullità dell'espulsione qualora venga comunicata con una semplice copia fotostatica perché non recante l'attestazione di conformità all'originale. Ne consegue che il decreto di espulsione vada annullato.

• Corte di cassazione, sezione VI civile, sentenza 27 settembre 2019 n. 24119.

Ordine e sicurezza pubblica - Polizia di sicurezza - Limitazioni di polizia - Stranieri - Immigrazione - Decreto di espulsione privo della sottoscrizione del prefetto - Illegittimità - Sanatoria - Inammissibilità. Nel caso in cui il decreto prefettizio di espulsione dello straniero, comunicato all'interessato, sia sprovvisto di sottoscrizione dell'autorità preposta ovvero dell'attestazione della conformità all'originale accertata da altro pubblico ufficiale, esso è, se non inesistente, illegittimo e insuscettibile di sanatoria attraverso la produzione di una copia conforme all'originale nel corso del procedimento giurisdizionale per la sua impugnazione.

• Corte di cassazione, sezione VI civile, sentenza 12 novembre 2015 n. 23171.

Ordine e sicurezza pubblica - Polizia di sicurezza - Limitazioni di polizia - Stranieri - Provvedimento prefettizio di espulsione - Comunicazione all'interessato in copia libera o informale - Mancata successiva consegna di altra copia debitamente autenticata - Conseguente nullità del provvedimento - Configurabilità - Produzione della copia autenticata in corso di giudizio di opposizione - Irrilevanza. In tema di espulsione dello straniero dal territorio dello Stato, sussiste il radicale vizio della nullità del relativo provvedimento prefettizio - per difetto della sua necessaria formalità comunicatoria - tutte le volte in cui all'espellendo venga comunicata una mera copia, libera e informale, dell'atto, non sottoscritta dal Prefetto né recante attestazione di conformità all'originale, e senza che, neanche successivamente, gli venga consegnata altra copia debitamente autenticata, irrilevante essendo, ai fini dell'eventuale sanatoria della detta nullità, che tale copia venga invece prodotta soltanto in giudizio, e al solo fine di attestare al Giudice che, nell'ufficio depositario, giace l'originale dell'atto opposto. Tale produzione persegue, difatti, finalità estranee a quella delineata dagli artt. 13 comma tre e sette del D.Lgs. 286/1998 e quattordici della legge 15/1968 e risulta del tutto inidonea a sanare il vizio di nullità dell'atto, non rappresentando tempestivo esercizio di autotutela da parte dell'organo amministrativo.

• Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 6 settembre 2004 n. 17960.

Prova civile - Documentale (prova) - Copie degli atti - Di atti pubblici - Provvedimento prefettizio di espulsione "ex" art. 13 t.u. immigrazione - Comunicazione all'interessato - In copia conforme all'originale - Legittimità. Il provvedimento prefettizio di espulsione dello straniero ben può essere comunicato all'interessato in copia conforme formata dal pubblico ufficiale autorizzato, atteso che l'autenticazione a norma dell'art. 14 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 offre la certezza, fino a querela di falso, della esistenza del provvedimento originale conforme e dell'autografa sottoscrizione dell'organo competente. (Nella specie il ricorrente censurava che la copia conforme del provvedimento di espulsione a lui comunicata non risultasse, anch'essa, sottoscritta dal prefetto, ma da un funzionario delegato; la S.C., enunciando il principio di cui in massima, ha respinto la censura).

• Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 9 novembre 2001 n. 13871.

 

 

 

 

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