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Naspi, un diritto (spesso negato) anche per i detenuti: Antigone non ci sta PDF Stampa
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today.it, 9 ottobre 2019


I detenuti lavoratori hanno diritto a percepire una remunerazione corrispondente alla quantità del lavoro prestato in carcere: che cosa fare per vedere riconosciuti i diritti. Antigone: "L'Inps ha instaurato la disdicevole prassi del mancato riconoscimento a detenuti ed ex detenuti". L'indennità di disoccupazione (Naspi) è un diritto per detenuti ed ex detenuti. Per questo motivo Antigone, Cgil e Inca Cgil presentano un modulo per ricorrere contro i rigetti, che purtroppo sono frequenti e inammissibili.

L'Associazione Antigone, che da tempo si interessa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario, sottolinea che i detenuti lavoratori, così come i liberi cittadini, hanno diritto a percepire una remunerazione corrispondente alla quantità e alla qualità del lavoro prestato, al riposo settimanale e annuale, ai benefici previdenziali e in generale a un trattamento che deve essere mutuato su quello della società libera. A stabilirlo sono state, nel corso degli anni, diverse sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale.

Niente Naspi ai detenuti: "Disdicevole prassi" - "Tuttavia, nonostante queste pronunce, l'Inps, con il messaggio n.909 del 5.3.2019, ha instaurato la disdicevole prassi del mancato riconoscimento della Naspi (già indennità di disoccupazione) a detenuti ed ex detenuti che abbiano svolto lavoro alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria per i loro periodi di quiescenza dal lavoro" dicono da Antigone. Contro questa pronuncia l'associazione Antigone, alcuni garanti regionali (Lazio, Umbria, Emilia Romagna, Toscana) e il Patronato Inca si sono mossi, contestando tale prassi che illegittimamente diniega prestazioni previdenziali e ricorrendo contro le determinazioni negative assunte dall'Inps. Antigone, Cgil e Inca Cgil, hanno elaborato un modello di ricorso gerarchico, a disposizione di tutti, per impugnare il rifiuto a veder riconosciuto il diritto alla naspi. Il ricorso va inoltrato attraverso la piattaforma web dell'Inps avendo cura di dotarsi di pin dispositivo. Solo agli avvocati accreditati è consentito di proporre ricorsi per terze persone poiché il pin è personale e legato alla propria posizione Inps. Per la presentazione del ricorso, è possibile conferire mandato al Patronato Inca Cgil. In caso di diniego anche da parte del Comitato provinciale dell'INPS sarà possibile ricorrere al tribunale del lavoro.

Detenuti, come veder riconosciuto il diritto alla Naspi - Il patronato INCA è disponibile nella proposizione di ricorsi in questa specifica materia per cui ci si può rivolgere agli sportelli del patronato al fine di proporre il ricorso sia gerarchico che giurisdizionale. Informazioni ulteriori e aiuti alla compilazione si potranno richiedere anche al Difensore civico dell'Associazione Antigone.

Che cos'è la Naspi - La Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (Naspi) è una indennità mensile di disoccupazione, istituita dall'articolo 1, decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 - che sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione Aspi e MiniAspi - in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a decorrere dal 1° maggio 2015. Viene erogata su domanda dell'interessato. La Naspi spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l'occupazione, compresi: apprendisti; soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative; personale artistico con rapporto di lavoro subordinato; dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Non possono accedere alla prestazione: dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni; operai agricoli a tempo determinato e indeterminato; lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa; lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato; lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la Naspi.

 

 

 

 

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