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Detenuti torturati a San Gimignano, il Garante: "Indagini in altre due procure" PDF Stampa
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di Vincenzo R. Spagnolo


Avvenire, 24 settembre 2019

 

Casi pure "a Torino, Ivrea, Viterbo, Salerno, Napoli, Piacenza, Udine e Brescia". In un video, l'uso di idranti contro un recluso. Non c'è solo l'inchiesta della procura di Siena sui presunti episodi di abusi e torture a un detenuto nel carcere di San Gimignano. In altri due casi "le Procure stanno indagando per il reato di tortura, poi vedremo se verrà contestato".

La denuncia arriva dal Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà, Mauro Palma, che nei mesi scorsi ha compiuto (insieme agli altri due membri dell'organo collegiale, Daniela de Robert ed Emilia Rossi), visite e ispezioni in diversi penitenziari. Otto episodi sospetti. I membri del Garante hanno individuato almeno 8 episodi che dovranno essere approfonditi: si va dai pestaggi (un caso ai primi di agosto nel carcere di Monza) all'uso prolungato del getto degli idranti come forma di vessazione (avvenuto a maggio nel carcere di Tolmezzo e documentato da un video).

"Abbiamo segnalato casi alle Procure di Torino, Ivrea, Viterbo, Salerno, Napoli, Piacenza, Udine e a quella di Brescia, per un episodio avvenuto nel carcere di Monza", annuncia Palma, "in due situazioni si indaga per il reato di tortura. Poi si vedrà se sarà realmente contestato, come avvenuto a San Gimignano".

Il video di Tolmezzo - In un rapporto del Garante, visionato da Avvenire, vengono descritte le presunte violenze subite da un detenuto ("il signor S.H.") nel carcere di Tolmezzo (Udine) lo scorso 19 maggio. Ai membri del Garante, il detenuto ha riferito di aver protestato ("Sbattendo ripetutamente lo sportello della finestrina della porta blindata, fino a staccarlo") dopo aver chiesto a un agente di passare alla persona detenuta nella stanza la una bottiglia contenente del caffè, da lui preparato e aver ricevuto un rifiuto.

A quel punto "erano arrivati alcuni poliziotti penitenziari con casco e scudi e con la manica dell'idrante antincendio srotolata". Con la bocchetta inserita nello spioncino della sua cella, avevano lanciato "getti di acqua all'interno verso ogni angolo", inzuppando ogni cosa (materasso, libri, effetti personali) e rendendo inutile ogni suo tentativo di ripararsi.

Al Garante (che nell'ispezione ha trovato quattro cassette degli idranti "vuote") sono state dapprima fornite informazioni false ("Erano in manutenzione ordinaria"). Ma la delegazione ha chiesto alla "direttrice di visionare insieme i video delle telecamere di sicurezza della sezione isolamento lato A".

E le immagini hanno confermato la veridicità del racconto del recluso, mostrando "l'ingresso in sezione, alle ore 20.17, di 5 agenti" con un idrante con la manichetta srotolata, che "iniziano a lanciare acqua dentro alla stanza di S.H." attraverso la finestrella e lo spioncino del gabinetto annesso alla stanza a più riprese, per un totale di 23 minuti.

Come se non bastasse, "alle 20.32 viene collocata una coperta a chiudere lo spazio al di sotto della porta blindata, così bloccando il deflusso dell'acqua". La coperta è stata rimossa solo alle 9 del mattino dopo. Oggi capo Dap a San Gimignano. Nell'inchiesta, che vede 15 agenti indagati per presunte torture a un detenuto, "la giustizia farà il suo corso", dice il Guardasigilli Alfonso Bonafede. Oggi il capo del Dap Francesco Basentini visiterà quel carcere, da tempo senza direttore.

 

 

 

 

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