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In carcere ma innocenti PDF Stampa
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di Gianfranco Di Rago


Italia Oggi, 17 settembre 2019

 

Errori giudiziari al top a Catanzaro, Napoli e Roma. Ogni otto ore una persona innocente subisce ingiustamente la custodia cautelare in carcere. Dal 1991 a oggi lo stato ha speso circa 800 milioni di euro, 56 euro al minuto, come liquidazione dell'indennizzo ai malcapitati. Ogni otto ore una persona innocente subisce ingiustamente la custodia cautelare in carcere.

Dal 1991 a oggi lo Stato ha speso circa 800 milioni di euro, 56 euro al minuto, come liquidazione dell'indennizzo ai malcapitati. Catanzaro, Napoli e Roma guidano la classifica delle Corti di appello nelle quali si è verificato il maggior numero di casi nel 2018. Questo il bilancio reso noto nel corso del convegno "Errori giudiziari e ingiusta detenzione: perché non possiamo non parlarne", svoltosi ieri a Milano e organizzato dall'Ordine degli avvocati, registrando una vasta partecipazione da parte del pubblico. Nel corso dell'incontro è stato proiettato il docu-film "Non voltarti indietro", realizzato da ErroriGiudiziari.com, archivio online che raccoglie circa 800 casi di errori giudiziari.

Dai dati diffusi dal ministero della giustizia, nel solo 2018 sono state presentate circa mille istanze di riparazione per ingiusta detenzione, delle quali 630 sono state accolte, conducendo alla liquidazione di un indennizzo medio di 37 mila euro a persona e con una spesa complessiva di 23 milioni di euro.

Tuttavia, come evidenziato da Enrico Costa, ex ministro e parlamentare membro della Commissione giustizia della Camera, autore di una proposta di legge in materia, solo l'80% dei tribunali ha fornito al ministero i dati relativi all'anno appena trascorso e, infatti, dalle informazioni raccolte dal Mef, nel 2018 risultano invece ben 913 i casi di istanze liquidate.

Secondo Costa, su una media 50 mila misure di custodia cautelare all'anno, almeno il 20% di esse non avrebbero dovuto essere state adottate. Inoltre è stato segnalato come il fatto che l'indagato si avvalga della facoltà di non rispondere si trasformi il più delle volte in un boomerang ai fini della liquidazione dell'indennizzo.

Ma, allora, come contrastare un fenomeno che, visti i numeri allarmanti, non può più essere definito come semplicemente fisiologico? In primo luogo occorre sensibilizzare l'opinione pubblica. L'Unione delle camere penali ha infatti istituito un osservatorio sull'errore giudiziario, che ha in progetto di procedere alla creazione di una vera e propria banca dati, attingendo informazioni sul territorio, anche mediante l'organizzazione di una serie di convegni itineranti.

 

 

 

 

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